«Il sogno Honeywell è finito Ora solo corsi di formazione»

QUADRI. «Il sogno americano è finito e ora ci tocca iscriverci agli uffici di collocamento». Danilo Coccia, di Quadri, era uno dei dipendenti della Honeywell, la fabbrica di turbocompressori con...
QUADRI. «Il sogno americano è finito e ora ci tocca iscriverci agli uffici di collocamento». Danilo Coccia, di Quadri, era uno dei dipendenti della Honeywell, la fabbrica di turbocompressori con sede ad Atessa che ha chiuso i battenti lo scorso 2 aprile mandando a casa oltre 400 operai. «Ho iniziato a lavorare nello stabilimento di Atessa e a fare il pendolare dal 1996, quando eravamo solo 10 dipendenti», commenta Danilo, «in pochi anni, con il boom di richieste, si è passati a 600 lavoratori occupati a ciclo continuo per permettere la produzione dei pezzi. Questo fino all’avvento della crisi», continua. «Poi, con la riduzione degli ordinativi, l’azienda ha iniziato a mandare a casa sempre più operai». La Honeywell era una delle fabbriche dell’eccellenza mondiale del settore automotive, in uno stabilimento che era il migliore tra le 300 aziende Honeywell dal punto di vista della qualità del lavoro e dei prodotti. «Siamo finiti in un baratro», commenta Danilo, «molti miei ex colleghi stanno pensando di spostarsi, di cambiare anche regione alla ricerca di qualche altro impiego e nemmeno io escludo questa ipotesi», continua. «Per adesso andiamo avanti grazie alla Naspi, l’indennità mensile di disoccupazione. Stiamo facendo corsi di formazione in attesa di qualche chiamata. La speranza è che qualcuno investa di nuovo in questo settore aprendo un’attività nello stabilimento della ex fabbrica dei sogni: staremo a vedere», conclude. (s.c.)
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