Il tallone d’Achille dello scrittore Rossini

CHIETI. È in libreria il romanzo “Il tallone di Achille. Una storia di Teate” (edito da Carabba), che ha conquistato numerosi lettori anche a Chieti, con una storia intrigante e non priva di...
CHIETI. È in libreria il romanzo “Il tallone di Achille. Una storia di Teate” (edito da Carabba), che ha conquistato numerosi lettori anche a Chieti, con una storia intrigante e non priva di situazioni emozionanti, che rende protagonisti alcuni luoghi sotterranei della città (lu pozze e dintorni), immaginabili e verosimili, di cui purtroppo non restano le tracce che si vorrebbe sperare. L’autore è Antonio Rossini, che nella sua Chieti ha passato l’adolescenza e la prima giovinezza, studiando al liceo-ginnasio.Vico, avventurandosi anche nelle prime pubblicazioni letterarie insieme a Roberto Montanaro e Italo Radoccia (ora apprezzato magistrato e sensibile poeta e letterato), come “"Seduti al Caffè. Racconti” (Vasto, Renato Cannarsa Editore, 1987). Per far capire cosa è diventato, studiando nell’Ontario canadese c’è bisogno mezza pagina: Antonio Rossini, PhD (Philosophiae Doctor), LMS Head (Capo Licenza in Studi Medievali), Department of Languages, Literatures, and Cultures, Associate professor, University of Windsor, Windsor, ON, Canada.
È un qualificato professore associato di linguaggi, letterature e culture, fisicamente non più snello, con la fronte...spaziosa, coronata dai capelli sulle tempie, e una grande capacità comunicativa, che lo hanno reso tra i più apprezzati del mondo universitario e culturale di Windsor (città di 210.000 abitanti sul fiume Detroit poco a sud dell’omonima città degli Stati Uniti).
Ma puoi trovarti anche nelle più sperdute località dell’universo, lu core, per dirla alla paesana, t’arevà sempre lu pahese,, come diceva Tatone: La mente addò me trove, lu core addò sò nate" (la mente dove mi trovo, il cuore dove sono nato).
Un libro che si fa leggere per la sua scrittura chiara, semplice, agile, ricca di dialoghi e di descrizioni interiori con protagonisti tratti dalla storia nei loro ruoli istituzionali, ma che appaiono nella loro dimensione umana nell'affrontare vicende come quelle tragiche e piene di drammi personali come i mesi tra settembre 1943 e giugno 1944. In una Chieti affollata di oltre 100.000 abitanti, chi vi ebbe parte (monsignor Giuseppe Venturi, Faggiotto e Castellani della Cassa di Risparmio di Chieti, il podestà Alberto Gasbarri, un ufficiale canadese, una ragazza di origine ebrei di cui si innamora, e altre figure letterariamente significative) l'Autore intreccia un mistero nella città sotterranea, affidando alle “viscere dell'antica Teate” e alla “soluzione di un enigma medievale” l'aiuto insperato per ridare alla città la libertà e la pace, nonostante “il tallone d'Achille”, rappresentato dalla guerra. Dove il riferimento ad Achille è naturalmente ispirata a quanto narra lo storico Girolamo Nicolino nella “Historia della Città di Chieti” (Napoli 1657), che lo ricorda come mitologico fondatore della città in onore della madre Teti, nereide moglie di Peleo. Un epistolario a chiusura del romanzo chiarisce e svela il fascino dell'inventiva dello scrittore, che ci riserva certamente altre sorprese letterarie e che sembra lecito attenderci. Così un po’ guardando al Dan Brown de “Il Codice da Vinci” e un po’ ad Andrea Camilleri, che ripropone episodi storici in chiave narrativa, Antonio Rossini, con non poca nostalgia per la «sua Chieti di seduti al caffè», propone, a chi ama la sana lettura, un romanzo che è piacevole leggere, «un’opera letteraria e non storica» con profonde radici culturali nella città che l’ha visto nascere che certamente tonerà prima o dopo a rivedere. (m.d.a.)

