Il Tar alle Dogane: fate lavorare Di Cicco

Accise di 311 mila euro non versate per la crisi. I giudici: «Ridategli la licenza, senza attività come può pagare i debiti?»
MOZZAGROGNA. La Di Cicco Antonio-Liquori e distillati vince un’importante battaglia contro l’Agenzia delle dogane del ministero dell’Economia e delle finanze e la sentenza del Tar di Pescara, potrebbe essere una pietra miliare nella giurisprudenza. Alla ditta, originaria di Villa Santa Maria, che ha lo stabilimento nella zona industriale di Lanciano-Cerratina, è stato annullato un procedimento con il quale l’ufficio delle Dogane di Pescara gli aveva revocato la licenza fiscale di esercizio e messo sotto sequestro il magazzino. I Di Cicco non hanno pagato “Per crisi economica”, come si legge nella sentenza del Tar, le accise dei prodotti concernenti l’anno 2013. I Di Cicco, sono stati difesi dall’avvocato Carlo Dalla Vedova. «È una battaglia vinta» afferma Francesco Di Cicco, 29 anni, amministratore dell’azienda, che aggiunge: «Un ringraziamento va ai nostri dipendenti che in questo periodo di sofferenza ci sono stati vicini, hanno capito il momento, e sono rimasti indietro di alcuni mesi di pagamento. Adesso dobbiamo ripartire».
Il duro colpo a Roma. Il 3 settembre 2014, il giorno precedente la prima pronunzia del Tar, la famiglia Di Cicco ebbe un duro colpo. A Roma morì in tragiche circostanze il fratello di Francesco, Gianni, 37 anni, probabilmente sopraffatto anche dalla situazione nella quale l’azienda si trovava.
Cinquant’anni alle spalle. La Di Cicco nasce nel 1966 a Villa Santa Maria grazie alla passione del fondatore, , qualità che è stata trasmessa nei figli Gianni e Francesco. Il segreto dei loro liquori e distillati pare si nasconda in miscele di prodotti primi tramandati da generazione. Nel 2008 si trasferiscono nella zona industriale di Lanciano, a Cerratina. Dopo un periodo di vendite importanti, la crisi economica fa sentire i suoi effetti anche sulla Di Cicco.
I primi problemi finanziari. Nel 2013 l’azienda non ha eseguito i pagamenti delle accise dei prodotti per circa 311mila euro, offrendo comunque una polizza fideiussoria per 100mila euro e «proponendo la rateizzazione, onde evitare la chiusura» dice la sentenza che aggiunge: «A tal fine, la ditta ha chiesto di essere autorizzata a estrarre prodotti dal deposito fiscale, per produrre, evadere le ordinazioni, fare i pagamenti e sostenere la sua famiglia». Cioè: aiutami a non fallire! L’autorità delle dogane, però, revoca la licenza e mette sotto sequestro il magazzino nel quale ci sono 483mila euro di merce bloccata.
L’intervento del Tar. Il 4 settembre 2014, il Tar sospende il provvedimento. La revoca della licenza c’è stata per “l’inosservanza dell’estrazione dei prodotti dal deposito fiscale”, cosa che la ditta ha fatto perché “occorreva continuare l’attività per le normali esigenze e assolvere il debito fiscale”. «Ho continuato a estrarre» - le dichiarazioni di Francesco Di Cicco sono riportate nella sentenza del Tar - «al solo fine di preservare la mia famiglia essendo l’unico lavoratore e avendo a carico un bambino di tre anni. In tal modo volevo evitare di licenziare i dipendenti della società». Per il Tar c’è una “contraddittorietà” perché a causa della sospensione dell’attività sono venuti a mancare i mezzi di sostentamento e la stessa possibilità di effettuare i pagamenti fiscali ed estinguere il debito d’imposta.
La sentenza. Taglia corto il Tar: «Il comportamento delle Dogane non è affatto conforme ai principi di buona amministrazione e di proporzionalità degli atti sanzionatori, non avendo considerato che la sospensione prima e la revoca poi, comportavano solo effetti negativi, quali: la chiusura della ditta, il licenziamento dei dipendenti, la perdita documentata di ordini di acquisto merce e della clientela, nonché la stessa possibilità di pagare i debiti fiscali all’Agenzia delle Dogane». Vale a dire: il fallimento comporterebbe un danno anche per l’Agenzia. La sentenza del Tar dello scorso 20 aprile, adesso deve essere seguita dall’autorità amministrativa.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

