Il Tar assegna al Comune 3 milioni per la costruzione di 35 alloggi

24 Dicembre 2021

I fondi tolti dai giudici a Giulianova perché il progetto presentato in Regione ha “vizi e illegittimità” L’ex sindaco Pupillo: le nuove abitazioni dalla ristrutturazione di Palazzo De Giorgi e Palazzo Lotti

LANCIANO. Nel giorno della Squilla l’ex amministrazione Pupillo fa un regalo alla città: 3.250.000 euro per la riqualificazione di Palazzo De Giorgio e Palazzo Lotti. Soldi ottenuti vincendo il ricorso al Tar del Lazio, a cui l’ex giunta si è rivolta, dopo che la Regione aveva assegnato al Comune di Giulianova i fondi per realizzare un programma integrato di edilizia residenziale, relegando Lanciano al 2° posto, nonostante il progetto giuliese avesse “vizi e illegittimità” riconosciute ora dai giudici. I soldi arriveranno in città, ma solo se la giunta Paolini deciderà di andare avanti col progetto di recupero dei due palazzi tramite l’edilizia sociale.
IL PROGETTO35 appartamenti, 30 nell’ex De Giorgio e 5 a palazzo Lotti, tra 46 e 95 metri quadrati a canone agevolato per giovani coppie, single, anziani; sala mensa per residenti, 2 ambulatori medici, sportello segretariato sociale, un bar e un ristorante aperti al pubblico. Sala polivalente, biblioteca, palestra, laboratorio artigianale (ex De Giorgio)e di prodotti tipici (Lotti). 37 posti auto per residenti e una piazzetta nell'ex campetto. Questo il progetto di edilizia sociale presentato dall’ex giunta Pupillo, grazie al settore urbanistica nel 2019, per avere i fondi Cipe legati ad un bando regionale che però li avrebbe assegnati a un solo Comune. «Dopo che per anni abbiamo fatto di tutto per valorizzare i due immobili», ricorda l’ex sindaco Mario Pupillo, «con il progetto di costruire un hotel nell’ex De Giorgio, le alienazioni, l’inserimento nei progetti di valorizzazione del Demanio, dei cammini, tutti andati in fumo, è arrivata l’occasione di presentare un progetto di social housing grazie a un bando della Regione e a un programma integrato di intervento promosso dal Consorzio Abitare Abruzzo da 3.915.082 di cui 652.513,75 di cofinanziamento che il Consorzio avrebbe coperto una volta ottenuti i fondi dal Comune. Occasione colta al volo».
IL RICORSOMa finita la procedura, a gennaio 2020, Lanciano si è ritrovata al 2° posto dietro il Comune di Giulianova. Un colpo al cuore per Pupillo e i suoi. «Soprattutto», sottolinea l'ex sindaco, «perché erano palesi i vizi e le irregolarità del progetto giuliese che non ha riscontrato la Regione ma i giudici a cui abbiamo fatto ricorso». L'avvocatura comunale ha impugnato il decreto interministeriale che assegnava a Giulianova il finanziamento e la graduatoria della Regione. «Nell’udienza al Tar Lazio», riprende Pupillo, «il Comune di Giulianova non si è costituito e quindi non ha contestato i vizi rilevati anche dai giudici. Ad esempio che a presentare il progetto è stata la Diocesi di Teramo-Atri, ente ecclesiastico, che non era legittimato a farlo; l’immobile non era subito nella disponibilità dell’ente, ha al suo interno una cappella dedicata ad attività pastorali e ha parti su aree vincolate nel Prg. Poi ci sono state "carenze nell’istruttoria degli uffici regionali, sull'affidabilità dell’impresa attuatrice (Consit) che risulta, alla visura camerale, inattiva e con un limitato capitale sociale (10.000 euro di cui solo il 25% versato)". Da qui l’accoglimento del ricorso e l’annullamento della graduatoria.
IL FUTURO«È uno dei più grandi finanziamenti ricevuti da Lanciano», evidenzia il consigliere comunale Leo Marongiu, «che, se la Regione avesse lavorato meglio, potevamo già avere. Ci auguriamo che la nuova giunta vada avanti col progetto», aggiunge anche il consigliere comunale Giacinto Verna, ex assessore ed ex vicesindaaco, «che risponde al problema del fabbisogno abitativo, offre servizi, rigenera il centro storico e anche l’economia».
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