«Il teatro Marrucino torni ai teatini»

27 Settembre 2018

Lo sdegno dei cittadini dopo l’annuncio del sindaco Di Primio a causa del mancato arrivo dei finanziamenti regionali

CHIETI. «I cittadini di Chieti devono svegliarsi. E devono riprendersi il teatro». Anna Masciarelli Talone, ex responsabile dell’associazione che gestisce il Telefono Rosa in città, è una di quegli appassionati che al teatro ha l’abbonamento e il posto il prima fila. E al Marrucino non vuole rinunciarci. «Riprendiamocelo noi», dice, «facciamo una sottoscrizione economica e aiutiamolo noi. Perché gli enti non ti aiutano. Non perdiamo questo gioiello che abbiamo a Chieti. È una cosa preziosa e va tutelato da tutti».
L’annuncio del sindaco Umberto Di Primio di voler chiudere il teatro a causa dei mancati finanziamenti della Regione ha avuto un effetto shock in città. Tanti gridano allo sdegno. Tanti sono anche pronti a darsi concretamente da fare perché il teatro teatino non vada incontro a un’ipotesi di chiusura. Tanti, infine, temono che il Marrucino vada ad allungare la lista delle cose che il capoluogo teatino ha perso negli anni.
«Stanno uccidendo Chieti», dice Ermanno, pensionato teatino a passeggio lungo il corso, «soprattutto quelli che stanno in Regione».
«La città sta morendo. Ci hanno tolto tutto, adesso ci vogliono togliere anche questo», aggiunge Raffaele Serano, «la squadra di calcio sappiamo come sta, per la pallacanestro hanno appena ricomprato il titolo, la Berardi è ancora ferma, la De Meis è crollata, la Pierantoni è ancora vuota. Adesso pure il teatro?»
«È una vergogna», dice Marilisa Palazzone, «la nostra povera città, che dovrebbe vivere di cultura, purtroppo la vediamo agonizzare. Speriamo riesca a non morire. Noi come cittadini cercheremo di fare di tutto perché non accada».
«Sarebbe l’ultima beffa per la nostra città», dice Giuseppina Conti, dell’associazione culturale Trifoglio, con cui ha organizzato grandi mostre a Chieti, «il Marrucino è il nostro fiore all’occhiello e noi ci batteremo con tutte le nostre forze affinché non ce lo tolgano. Sono in questa città da 45 anni e troppe volte ho sentito solo parole. E ora è il momento di dire basta alle chiacchiere».
Scende in campo anche la redazione del periodico La Voce dei Marrucini. «Abbiamo organizzato per domenica mattina davanti al teatro», spiega il direttore Ugo Iezzi, «un sit-in musicale di protesta per difendere il Marrucino. Abbiamo già pensato al nostro motto: teatro Marrucino, sù il sipario; Regione, giù la maschera».
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