Il titolare Salvatore: «Ho perso tre amici, niente sarà come prima»
Le festività appena trascorse sono state molto tristi per le famiglie dei tre dipendenti della Sabino morti il 22 dicembre in un’esplosione. La tristezza è stata condivisa dal titolare della...
Le festività appena trascorse sono state molto tristi per le famiglie dei tre dipendenti della Sabino morti il 22 dicembre in un’esplosione. La tristezza è stata condivisa dal titolare della polveriera, Gianluca Salvatore. «Alla Sabino», spiega l’imprenditore, «siamo una famiglia. L’azienda è nata nel 1989. Nel 1993 c’è stata un’infornata di giovani, fra loro anche le vittime. Hanno iniziato a lavorare con me e sono cresciute con me. Per me», dice, «è stato terribile perdere tre lavoratori ai quali ero affezionato. Nella fabbrica lavorano anche altri familiari delle vittime. Per questo sono il primo a volere che si faccia chiarezza su quello che è accaduto». Neppure Salvatore, dopo l’esplosione, ha avuto accesso all’azienda. Alla Sabino è rimasto tutto fermo. Per poter accelerare le indagini i suoi legali avevano chiesto alla Procura l’incidente probatorio. Insieme ai tecnici avrebbero visitato i luoghi e tratto le conclusioni. La Procura ha rigettato la richiesta. Salvatore sa di doversi difendere con altri due dirigenti da accuse gravi e per questo si è affidato all’avvocato Franco Barbetti di Roma e ad Arnaldo Tascione di Vasto. «Erano tre dipendenti bravi e preparati ma sopratutto amici. Sono stato rincuorato dalla comprensione delle famiglie. Certo non sarà mai più come prima». (p.c.)

