Il tribunale resta senza dirigenti: «Subito il bando per gli incarichi»

Palazzo di giustizia perde pezzi, l’avvocato Melone: «Stiamo premendo per soluzioni immediate» Il senatore Sigismondi e il sindaco Menna pronti a chiedere un confronto con il nuovo ministro
VASTO . Autunno di processi importanti a Vasto. Ma proprio quando il Palazzo di giustizia dimostra di essere un indispensabile presidio di legalità, sia il tribunale che la procura perdono i dirigenti. Il presidente del tribunale, Bruno Giangiacomo, lascerà Vasto fra poco più di un mese per andare a Roma alla procura generale della Corte d’appello. A febbraio 2023 scadono gli otto anni di permanenza a Vasto per il procuratore capo, Giampiero Di Florio. E la procura resta senza dirigente. A novembre arriveranno un nuovo giudice e un nuovo pm ma non è prevista la copertura dei posti dirigenziali.
«Atteso», spiega il presidente del Consiglio dell’ordine forense, Vittorio Melone, «che la chiusura del presidio è prevista per la fine del 2023, il Csm non nomina nuovi dirigenti per un periodo di dieci mesi. Fortunatamente il procuratore Di Florio dovrebbe restare comunque a Vasto. Non avremo però per il momento magistrati con ruoli dirigenziali. Noi stiamo comunque premendo per far riaprire i bandi, fiduciosi anche delle dichiarazioni fatte qualche giorno fa dal deputato Alberto Bagnai». Sul futuro dei cosiddetti tribunali minori, Bagnai ha annunciato che è stata presentata una proposta per il ripristino e proroga della pianta organica al 14 settembre 2024. Ovviamente è un tema che andrà inquadrato e riconsiderato nell’ambito di una valutazione complessiva dell’annoso tema della revisione della geografia giudiziaria.
«Il senatore Etel Sigismondi», aggiunge l’avvocato Melone, «dopo aver visitato il nostro tribunale e gli altri tribunali abruzzesi a rischio chiusura ha raccolto materiale importante e so che chiederà un’audizione con il nuovo ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Il fatto che la Regione si faccia carico delle spese, liberando lo Stato da ogni onere, è un altro tassello importante. Dopo la nomina dei sottosegretari torneremo a Roma per ricordare le istanze che arrivano dal territorio, confidando in un ripensamento complessivo della riforma della geografia giudiziaria».
Sul futuro di tribunale e procura vuole vederci chiaro anche il sindaco di Vasto, Francesco Menna. Il primo cittadino ha intenzione di chiedere un incontro con il neo ministro della Giustizia: «Il tribunale vastese va salvato e va messo in condizioni di operare», ribadisce Menna. «È troppo importante per l’intero territorio. Il mio auspicio è che tutte le forze politiche del Vastese e dell’intera regione si compattino per ottenere la salvezza del presidio di legalità. È fondamentale avere organici completi, nuovi dirigenti e anche personale amministrativo. La Procura è essenziale. Ogni giorno la cronaca racconta i tentativi di infiltrazioni della criminalità. La speranza è che venga trovata al più presto una soluzione».
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