Il vescovo parla a fedeli e parroci: la chiesa deve tornare tra la gente

Riunione in Curia dell’assemblea pastorale per i due giorni dedicati alle linee guida della diocesi Cipollone: «Viviamo un tempo nuovo a causa della pandemia, divisi tra fragilità e rinnovamento»
LANCIANO. Fragilità, rinnovamento, la parrocchia che si fa “casa in mezzo alle case”, evangelizzazione, Covid. Sono i temi che stanno affrontando parroci e laici dell’arcidiocesi di Lanciano-Ortona nella sede della Curia, per la due giorni dedicata all’inizio del nuovo anno pastorale. «Un tempo nuovo» è il tema dell’assemblea diocesana aperta dall’arcivescovo Emidio Cipollone. «Quest’anno ci siamo adeguati alle norme anti-Covid», dice il prelato, «e quindi ingressi contingentati, controlli e sanificazioni. Divisi in tre sale ci sono circa 25 rappresentanti per ognuna delle 5 zone pastorali della diocesi: Lanciano 1 (comprende le parrocchie del centro, della città), Lanciano 2 (le contrade, compreso Santa Maria Imbaro e Mozzagrogna), Ortona, Tollo e Castel Frentano. Due giorni di confronto e di riflessione sul tempo nuovo che coinvolge la Chiesa, la fede e gli uomini». Un tempo di novità: in primis la pandemia, che ha fatto riscoprire le fragilità dell’uomo, ma anche del creato in difesa del quale la Chiesa frentana si è sempre battuta. Novità nella Curia, con la creazione dello statuto, il primo dei 505 anni di storia della diocesi, e le nuove nomine tra cui quella di Alessio Primante, come cancelliere, primo laico a ricoprire l’incarico. Un’altra novità riguarda proprio i laici, che avranno un impegno maggiore. «Viviamo un tempo nuovo», riprende il vescovo, «che ci porta a fare i conti con una fragilità che non conoscevamo: quella del Creato, quella nostra, quella della chiesa e della fede. Prima si davano per scontato alcune cose, come ad esempio le preparazioni al matrimonio, alla comunione, ora invece ci chiediamo: si può vivere solo di sacramenti? No. Bisogna riscoprire la parola di Dio, testimoniare la carità, aprirsi all’alto e all’altro. Nella chiesa c’è spazio per tutti, non è autoreferenziale, tutti hanno un posto e delle relazioni. La Chiesa deve andare tra le case». E l’ultima novità di questo tempo su cui l’assemblea sta riflettendo riguarda le parrocchie con un documento che arriva dalla Congregazione per il Clero: “La conversione pastorale della comunità parrocchiale al servizio della missione evangelizzatrice della Chiesa”. «È un documento importante», spiega Cipollone, «che guarda alla chiesa, ai parroci, ai laici, dopo la pandemia. Le parrocchie devono essere protagoniste del cambiamento, della evangelizzazione, della cura della casa comune. Non è una parrocchia clericocentrica ma casa tra le case: deve andare tra la gente. E noi dobbiamo ritrovare la nostra identità di credenti». Oggi il cancelliere Primante presenterà all’assemblea lo statuto, le linee guida dell’azione della Chiesa frentana che pone al centro dell’agire la sinodalità e l’ecologia integrale, ovvero l’unità delle persone e la custodia del creato; don Angelo Giordano, vicario generale, farà una sintesi della due giorni e don Carmine Miccoli, annuncerà le nuove nomine negli uffici diocesani.

