Il vincitore Febo vuole riavvicinarsi a Rifondazione e Sel

CHIETI. «Io non mollo. Continuerò a lavorare per tenere il partito unito e per vincere le elezioni comunali. Sono le persone che me lo chiedono e non mi posso tirare indietro proprio ora». Marco...
CHIETI. «Io non mollo. Continuerò a lavorare per tenere il partito unito e per vincere le elezioni comunali. Sono le persone che me lo chiedono e non mi posso tirare indietro proprio ora». Marco Marino, lo sconfitto alle primarie della coalizione di centrosinistra, non si perde d’animo mentre il vincitore Luigi Febo annuncia. «Chiederò subito a Sel e Rifondazione», dice, «di rientrare nella coalizione». Che si interroga all’indomani di un voto crocevia specie per il Partito democratico, ormai spaccato in due ma con la voglia di riconciliazione. Non a caso Marino ha elargito comunque sorrisi e parole al miele ieri mattina a chi lo salutava o lo tempestava di telefonate. «La delusione c’è perché quando si compete in qualcosa si vuole vincere. Qualcuno non ha mantenuto la parola data, ci sono stati dei traditori politici», attacca Marino, «ma l’affetto che mi hanno dimostrato i miei sostenitori ed una buona fetta del partito mi rincuora di tutto e mi è da sprone a proseguire il lungo cammino intrapreso a palazzo d’Achille oltre 20 anni fa». Prima della disamina del voto, Marino ironizza sulle reazioni divampate nel centrodestra teatino. «Mi hanno detto che la mia sconfitta alle primarie ha fatto contento il sindaco Di Primio. Evidentemente», sorride Marino, «mi temeva molto». Il volto disteso si contrae di nuovo analizzando l’andamento del voto che ha visto 3385 votanti con Febo che ha ottenuto 1860 voti contro i 1448 di Marino battuto per ben 412 preferenze. Nel seggio di Madonna delle Piane, feudo di Febo, si registra la debacle peggiore di Marino con 126 voti contro i 361 di Febo. Sono state 77 le schede nulle o bianche. «Luigi si è mosso prima di me in questa campagna elettorale», ammette Marino, «ed ha raccolto il massimo a Madonna delle Piane, la sua casa politica. Non è andata così per me a Filippone e accetto senza drammi la sconfitta. Io e i miei collaboratori possiamo andare a testa alta perché non abbiamo venduto fumo». Non dovrebbe esserci però, come al contrario si mormora insistentemente in città, uno sfaldamento progressivo del Pd. «Adesso», avverte Marino, «bisognerà lavorare per smussare i toni legati alla competizione elettorale. Non è il momento dei rancori, bisogna lavorare uniti e basta». Un monito raccolto da Febo che si gode la candidatura a sindaco e già pensa a proseguire una campagna elettorale di fatto già partita con le primarie. «Aprirò un tavolo con Sel e Rifonfazione. Marino è stato un avversario leale e sono convinto», dice Febo, «che riusciremo a lavorare insieme per il bene della città ».
(j.o.)
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