Il vino ortonese va al Nord e risolleva i produttori

Al via la vendemmia delle varietà precoci come Chardonnay e Pinot grigio Baccile (Cantina sociale San Zefferino): «Annata buona e qualità ottima»
ORTONA. L’andamento della vendemmia 2014 nell’Ortonese è buono sia a livello quantitativo che qualitativo. Almeno è quanto emerge in questo primo momento della raccolta uve nei vitigni locali iniziata da alcuni giorni per le varietà precoci: “Chardonnay”, “Pinot grigio”. Ieri il Centro ha effettuato un viaggio nella cantina sociale San Zefferino formata da 450 conferenti (di cui il 70% ortonesi) per saperne di più su questo inizio vendemmia con l’ausilio di due esperti del settore: il direttore della struttura, Angelo Baccile, e l’agronomo, sempre della San Zefferino, Nicola Di Ciano.
«Per quanto riguarda il territorio ortonese», spiega il direttore Baccile, «l’annata è buona, la qualità è ottima e stiamo già ricevendo richieste di prodotto nel Nord, come Veneto e Friuli, per le problematiche dovute alle condizioni meteo sfavorevoli». Baccile fa anche un discorso generale sulla commercializzazione del prodotto: «I vini abruzzesi all’estero vanno bene perché in questi anni ne abbiamo migliorato la qualità. Ad esempio, è molto apprezzato sia in Canada che in Inghilterra il Montepulciano che è il rosso più venduto, mentre stanno pian piano guadagnando mercato le produzioni di: “Pecorino”, “Passerina” e “Cococciola”. Dove soffriamo? Con i vini da tavola a causa della grande concorrenza della Spagna, mentre tengono il mercato i “Doc” (Denominazione d’origine controllata, ndc) e gli “Igt (Indicazione geografica tipica, ndc)».
A intervenire tecnicamente è l’agronomo Di Ciano: «Le prospettive di questa vendemmia sono buone perché nell’ultimo mese il tempo è stato più clemente e ci ha permesso di superare i problemi che avevamo a fine luglio. Per comprende l’andamento della vendemmia si parte sempre dalle condizioni climatiche dell’anno che influiscono positivamente o negativamente sulla qualità e quantità dell’uva. Abbiamo avuto un febbraio tra i più caldi degli ultimi due secoli, marzo regolare, aprile e maggio molto piovosi, giugno più freddo rispetto alla media stagionale e luglio con oltre 17 giorni di pioggia. Abbiamo affrontato queste condizioni severe difendendo i vitigni nel miglior modo possibile, utilizzando tecniche agronomiche specifiche, prestando attenzione alla difesa fitosanitaria, utilizzando i prodotti migliori a nostra disposizione e agendo tempestivamente».
A concludere il presidente dell’Assoenologi Abruzzo-Molise, l’enologo Nicola Dragani: «Per la produzione dei vini a Denominazione d’origine si prospetta un’annata interessante sia per la qualità, sia per la quantità».
Lorenzo Seccia
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