Il virus negli scarichi delle fogne «Zero rischi per l’acqua potabile»

I primi risultati dello studio nato dalla collaborazione tra la Sasi e l’Istituto Superiore di Sanità «Tracce della variante spagnola a Guardiagrele ma non ci sono state infezioni da questo ceppo»
LANCIANO. Analizzare le acque fognarie per trovare eventuali tracce del Covid-19 e delle sue varianti. È lo studio che l'Istituto Superiore di Sanità sta portando avanti con la Sasi che precisa: «Nessuna contaminazione e rischi per l’acqua potabile». Intanto salgono i contagi a Lanciano: in tre giorni 110 casi e 10 guariti; numeri record. E sale la richiesta di vaccini.
LO STUDIO Individuare nei liquami convogliati ai depuratori tracce del coronavirus e delle sue varianti e raffrontarle con i casi rinvenuti tra la popolazione servita dalla stessa rete fognaria per trovare corrispondenze o anomalie: è lo studio che l'Istituto Superiore di Sanità sta portando avanti anche nel territorio chietino con la Sasi che collabora nella raccolta dei prelievi e la stesura del piano di campionamento. «È un progetto di estrema importanza soprattutto in questo momento in cui le varianti fanno più paura», commenta il presidente della Sasi Gianfranco Basterebbe. «Il monitoraggio è stato fatto su Guardiagrele, dove si era sviluppata la variante inglese tra la popolazione e si procederà ora con Atessa e territorio vicino. Preciso che non ci sono problemi per l’acqua potabile che si può consumare tranquillamente, come ribadito dallo stesso Istituto di Sanità». «Il monitoraggio delle acque reflue permette uno screening della presenza del virus in un determinato territorio», spiega il biologo Sasi Tommaso Pagliani, referente del progetto. «Laddove in una comunità non ci fossero positivi le acque di scarico potrebbero invece segnalare il contrario. Oppure si può vedere se il virus individuato nelle acque di scarico è lo stesso presente in persone positive, asintomatiche o meno, e non è detto che questa corrispondenza si verifichi sempre. La possibilità di tracciare queste differenze permette di completare il quadro conoscitivo delle varianti che circolano in determinati territori. Noi individuiamo i depuratori ricettori delle acque di scarico che hanno una maggiore probabilità di contenere tracce del virus. Questa attività è stata già fatta a Guardiagrele ed è emerso che nelle acque di scarico del paese era presente la variante spagnola, mentre nei pazienti positivi dello stesso territorio era presente quella inglese. È una mancata rispondenza importante per lo studio dell’Iss». Si andrà avanti con Atessa.
LA CITTÁ Per ora le fogne di Lanciano non sono oggetto dello studio, ma con l’alto numero di contagi potrebbero rientrarci. In tre giorni la Asl al Comune ha comunicato 110 nuovi casi e 10 guarigioni: un numero altissimo, che colloca Lanciano dopo Pescara e Chieti per numero di contagi e quarantene. Con 371 casi e oltre 400 quarantene sono scattate da venerdì restrizioni, attivazione della dad per tutte le scuole e divieto di stazionamento in alcune aree fino al 7 marzo. «Scelte condivise e dolorose specie per ciò che riguarda la scuola con i più piccoli che hanno dimostrato una grande responsabilità e senso civico nel rispetto delle regole che il mondo degli adulti talvolta ignora», commenta Rosetta Madonna, segretaria cittadina del Pd. «Ora è necessario alzare il livello di sicurezza delle scuole attraverso una grande campagna di vaccinazione e screening anche per i più piccoli con strumenti nuovi, per permettere la ripresa delle lezioni in presenza appena possibile».
I VACCINI Ma ad oggi i vaccini scarseggiano: fatti in ospedale, si stanno somministrando da alcuni giorni alle forze dell’ordine, agli over 80 e da ieri agli insegnanti. «Ad oggi vaccinato circa 1/3dei 1.200 ultra ottantenni lancianesi. Numeri scarsi a causa del ritardo dei vaccini», spiega Leo Marongiu, presidente del consiglio comunale che segue da vicino la campagna di vaccinazione in città. «Gli over 80 in lista devono attendere la chiamata dalla Asl, che può arrivare anche 24 ore prima della dose. Dopo gli ultra 80enni toccherà ai pazienti fragili e con disabilità. Entro marzo, secondo la Asl, si chiuderà con queste categorie. Si dovrebbe intensificare la vaccinazione, ma servono più dosi perché la struttura dove farli c’è: il palaMasciangelo come già comunicato alla Asl».
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