Il Wifi in città, scopriamo che è un bluff

La nostra inchiesta: nessuno dei tre punti (stazione, Corso e villa) funziona. Anche il totem del Comune è fuori uso
CHIETI. Doveva essere il primo passo per arrivare alla “smart city”, che tradotto vuol dire la “città intelligente”. Ma se l’intelligenza doveva consistere nella possibilità di passare informazioni via web, allora siamo messi male, perché dei tre hotspot pubblici, fatti realizzare dall’Amministrazione comunale per poter navigare liberamente in internet, da tempo non ne funziona neanche uno.
La notizia ci era arrivata da diversi ragazzi che avevano tentato di collegarsi in rete con il cellulare nei tre punti dove sarebbe stato possibile farlo: in corso Marrucino, piazzale Marconi e alla villa comunale. Così venerdì scorso siamo andati a controllare ed effettivamente non si naviga da nessuna parte. Il servizio aveva visto la luce nel corso della passata amministrazione di Umberto Di Primio. A far sì che Chieti si mettesse finalmente al passo con i tempi e, come in tutte le altre città di una certa grandezza, avesse dei punti dove potersi collegare in rete senza oneri, era stato il consigliere comunale Emiliano Vitale, delegato all’informatizzazione. Chiediamo dunque a lui cosa sia successo al wifi del Comune, che già in passato avevano dato segni di funzionare a singhiozzo, ma che adesso sembra essersi definitivamente addormentato.
Vitale, da parte sua, si limita ad allargare le braccia e a precisare che nella nuova amministrazione Di Primio lui non ha più la delega all’informatizzazione e dunque non sa cosa sia successo ai tre hotspot, la cui manutenzione è a carico dei dipendenti del Comune. E se i giovani, voraci utilizzatori della rete, se ne sono fatti ormai una ragione, il disservizio è sicuramente un problema dal punto di vista del turista che non può navigare in rete come fa altrove. In quel caso il potersi allacciare gratuitamente a una rete pubblica risulta molto comodo. D’altronde la passata amministrazione regionale aveva voluto un servizio web gratuito su tutta la costa abruzzese proprio in chiave turistica. E pensando ai visitatori della città, occorre anche rimarcare un’altra disattenzione: come il wifi anche il totem informativo sistemato davanti al Comune in corso Marrucino è da tempo inattivo.
Del totem è rimasto soltanto l’involucro scuro, che senza informazioni nel display, appare solo esteticamente ingombrante. Peccato, perché i tre hotspot rappresentavano il primo passo per poter pensare a una città cablata, sia per quanto riguarda il collegamento tra i vari uffici pubblici e sia per quel che concerne i servizi che si possono offrire al cittadino grazie alla rete internet. In particolare, il collegamento in rete dei diversi uffici comunali rappresenta non solo un esigenza dettata dal buon senso in ottica di efficientamento e razionalizzazione delle risorse, ma un obbligo di legge, a partire dall’agosto del 2016.
E se l’Amministrazione teatina attivando i tre hotspot pubblici aveva iniziato in anticipo ad affrontare il problema di come mettersi a norma, adesso rischia di arrivare ultima all’appuntamento di agosto, quando bisognerà dire addio all’era della carta e fare il gran salto nel mondo dell’amministrazione digitale. (a.i.)

