Il Wwf: allarme rifiuti pericolosi

16 Ottobre 2016

Ortona. La presidente Arduini: progetti fra Tamarete e il porto approfittando del parco costiero fermo

ORTONA. Due iniziative industriali che a molti fanno paura. Il Wwf Zona Frentana e Costa Teatina lancia l’allarme sull’ampliamento di stoccaggio sia del petcoke che di rifiuti pericolosi, a seguito delle preoccupazioni espresse dagli ortonesi residenti nelle vicinanze dei due siti che sorgono nell’area industriale di contrada Tamarete. Uno dei progetti su cui si focalizza l’attenzione è quello della Ecotec, che punterebbe sull’ampliamento e potenziamento di un deposito di rifiuti con costruzione di un nuovo capannone industriale, nonchè l’ampliamento delle aree destinate allo stoccaggio. Tutto ciò «prevede anche un arricchimento della gamma di rifiuti trattati, compresi materiali contenenti sostanze pericolose come amianto, clorofluorocarburi, catrame di carbone, mercurio, piombo, fanghi», spiega l’associazione ambientalista tramite la presidente Fabrizia Arduini, «portando l’impianto da 60mila tonnellate annue a 112mila, attraverso l’inserimento di 68 nuove tipologie di rifiuti dell’elenco dei codici Cer autorizzati, di cui 29 pericolose. Per questi nuovi codici», rimarca il Wwf, «ma anche per alcuni già autorizzati per l’impianto, sono inoltre precisate le nuove attività di gestione per le quali viene richiesta la modifica del provvedimento autorizzativo. L’intento della proponente sembrerebbe conforme alle normative vigenti sul riuso, il riciclo e il conferimento in discarica del residuale, ma riteniamo che in realtà l’obiettivo della ditta è quello di realizzare un ampliamento che operi in prevalenza come centro di stoccaggio per smaltire in altri impianti, viste le volumetrie in tal senso». Per di più la localizzazione del sito rappresenterebbe una criticità «per il micidiale effetto cumulo con altri impianti».

Il secondo progetto finito nel mirino degli ambientalisti riguarda il deposito di petcoke della Fratelli Nervegna, con l’ampliamento dello stesso da 18mila metri cubi a 28mila ed una movimentazione annua di 90mila tonnellate. Più volte il Wwf ha denunciato l’ingente traffico di materiale che verrebbe a crearsi tra la zona portuale e l’area industriale: «Ad Ortona stanno cucendo un vestito sempre più “tossico“» tuona l’associazione. «Approfittando del mancato avvio del Parco nazionale della Costa teatina, continuano le realizzazioni di impianti industriali che, invece di portare innovazione e sviluppo nel territorio, diffondono preoccupazione in merito alle conseguenze sull’ambiente e sulla salute dei cittadini». L’appello è allora rivolto all’amministrazione comunale a cui la presidente del Wwf Zona Frentana e Costa Teatina chiede «di proteggere il diritto ad una vita sana per tutti i propri cittadini». (a.s.)

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