Il Wwf in campo contro le antenne

24 Aprile 2020

L’associazione ricorre al Tar in difesa del regolamento contestato dalla Tim

CHIETI . A fianco del Comune, per difendere il regolamento contro le antenne selvagge appena varato, scende in campo anche il Wwf. L’associazione ambientalista ha fatto ricorso al Tar contro quello proposto dal colosso della telefonia Tim. La presidente del Wwf Chieti-Pescara, Nicoletta Di Francesco, ha affidato ancora una volta la battaglia legale all’avvocato ambientalista Francesco Paolo Febbo, che affiancherà gli avvocati del Comune, Patrizia Tracanna e Marco Morgione, che hanno già presentato una propria articolata memoria difensiva.
Il regolamento sulle antenne è stato approvato il 27 settembre 2019. Tim lo contesta a partire dall’articolo 1, che vieta sperimentazioni della rete 5G, e dall’articolo 7 che inserisce scuole e ospedali, luoghi di culto e oratori tra quelli sensibili in cui è impossibile installare antenne. L’azienda di telefonia del resto si era già opposta al precedente regolamento del 2017. Nella sua memoria, l’avvocato Febbo chiede al Tribunale di rigettare sia il ricorso originario che quello per “motivi aggiunti”, che riguarda specificatamente il regolamento del 2019. «Al di là delle ragioni squisitamente giuridiche», spiega il legale, «in base alle quali Tim non ha titolo per opporsi a un provvedimento di carattere generale in assenza di un eventuale danno diretto nei suoi confronti, quello che al Wwf preme è salvaguardare il principio di precauzione saggiamente considerato dal regolamento comunale che intende posticipare interventi basati su una tecnologia innovativa e oggi sostanzialmente sconosciuta nei suoi effetti, alla conferma da parte della scienza della sua innocuità per la salute collettiva e per l’ambiente».
«Ci sono autorevoli ricerche», aggiunge la presidente Di Francesco, «che evidenziano rischi per la salute umana legati all’inquinamento elettromagnetico e gli stessi studi che sembrerebbero esprimersi a favore di queste tecnologie ammettono che, in particolare per il 5G, occorrono ulteriori e più approfondite ricerche. La pandemia in corso dimostrato come la salvaguardia della salute sia un bene assoluto al di sopra di qualsiasi altra esigenza di qualunque tipo». (a.i.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.