Il Wwf si costituisce al Tar Contro il nuovo Megalò 2

Oggi il giudizio del tribunale amministrativo: associazioni pronte alla battaglia Di Francesco: «Diciamo no alla cementificazione a ridosso del fiume Pescara»
CHIETI. Il Wwf Chieti-Pescara si costituisce al Tar a sostegno del "No" del Comitato valutazione impatto ambientale (Via) sul progetto di Megalò 2.
Un intervento "ad opponendum" rispetto al ricorso presentato da Sile costruzioni, la ditta subentrata nel disegno di «ulteriore cementificazione a ridosso del fiume Pescara», ricordano dall'associazione. Oggi l'udienza cautelare per valutare la richiesta - presentata da Sile - di sospensiva della bocciatura. Poi l'udienza di merito che sarebbe prevista per la fine dell'anno, quando a costituirsi parti in causa - a sostegno del Wwf - saranno Confcommercio, Confartigianato, Cna, Upa, Cia, Casa Artigiani, il Consorzio Chieti C’entro, quello de I viali del commercio e Lega ambiente. Attraverso l’intervento “ad opponendum” firmato dall’avvocato Francesco Paolo Febbo, il Wwf chiede al Tar di riconoscere la validità delle scelte del comitato Via, che ha «nei fatti bocciato le nuove costruzioni ma non il completamento dell'argine». L'associazione contesta punto per punto le obiezioni presentate nel ricorso di Sile: l'obiettivo è, in sintesi, quello di evitare che venga «cementificata ancora ed in maniera consistente» scrive l'avvocato Febbo «un'area già molto compromessa da imponenti costruzioni e, soprattutto, di evitare il rischio esondazione che, nell'eventualità si verificasse, procurerebbe danni catastrofici ad incalcolabili, agevolmente immaginabili». Così spiega invece Marina De Marco, presidente cittadino Confesercenti: «Abbiamo appoggiato sin dall’inizio la battaglia del Wwf, non solo per una questione ambientale. Il Megalò non ha svuotato soltanto il centro storico di Chieti, ma anche tutti i paesi della vallata. Non si vede la necessità di costruirne un ennesimo». Dario Rosato, responsabile politiche sindacali dell'ente, ricorda: «L'impatto della grande distribuzione si ripercuote su tutta la vita del territorio». Resta un'annosa questione: «Nel ricorso, il Wwf sottolinea più volte come sia necessario separare il progetto di ulteriori costruzioni dal discorso sull'argine mai completato sin dall’inaugurazione dell'edificato esistente, che risale all'ormai lontano 2005» dice la presidente Wwf Chieti-Pescara Nicoletta Di Francesco. Infine la cronistoria: «Il Genio civile, in una sua ordinanza, sottolinea a più riprese che "l'argine esistente non è stato realizzato secondo i dettami progettuali, con gravi conseguenze anche nella fase di valutazione della pericolosità idraulica"» continuano dall’associazione ambientalista «le valutazioni modellistiche sono state effettuate simulando la presenza anche nel tratto mancante, mai realizzato, ma erroneamente inserito e simulato idraulicamente».
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