«Illegittimi gli aumenti della Tarsu»

22 Agosto 2016

Contribuente vince la sua battaglia contro il Comune: sarà rimborsato di 167 euro

LANCIANO. Il Comune di Lanciano nel 2013 non poteva aumentare le tariffe per lo smaltimento dei rifiuti. Dopo la sentenza del Consiglio di Stato nell’agosto 2015, a un anno di distanza arriva anche la pronuncia della Commissione tributaria regionale a ribadirlo. I giudici tributari di appello, con sentenza pubblicata l’11 agosto, hanno accolto il ricorso di un contribuente, Francesco Paolo D’Orsogna, che chiedeva il rimborso dell’ultima rata della tassa del 2013. Secondo lo studio tributario di D’Orsogna, a Lanciano si pagava doppio per l’immondizia. Nel 2013 il Comune, che aveva deciso che di non applicare la nuova tassa (Tares) e di prorogare la Tarsu, avrebbe richiesto prima il pagamento della Tares e poi, a fine anno, della Tarsu, senza tener conto dei versamenti già effettuati. Un’eventualità negata dall’ufficio tributi comunale, che aveva respinto la richiesta di rimborso di D’Orsogna. Questi aveva dovuto prima versare 420 euro a titolo di Tares per il 2013; poi 216 euro, di cui 167 euro di saldo Tarsu. Questi, secondo la sentenza della commissione tributaria regionale, dovranno essere rimborsati al contribuente. La legge 124/2013, che dava facoltà ai Comuni di continuare ad applicare, per il 2013, la Tarsu, esplicitamente vietava, sottolineano i giudici tributari, «in caso di reiterazione della Tarsu, di aggravio, a carico degli utenti, dei costi eventualmente non coperti dal gettito del tributo. Il tutto al fine di evitare un incremento della Tarsu per l’anno 2013». Ma il Comune di Lanciano «non si è attenuto alla normativa», nota la sentenza, «perseguendo la copertura integrale dei costi di gestione del servizio dei rifiuti urbani mediante la rideterminazione, sic et simpliciter delle tariffe già in vigore (+33% alle utenze non domestiche, +19% a quelle domestiche, ndr), così determinando il non consentito incremento della Tarsu per il 2013». La sentenza si conclude con la condanna dell’ente alla restituzione, in favore dell’appellante, della somma di 167 euro. «Adesso i cittadini di Lanciano», commenta il fiscalista dopo la vittoria, «hanno facoltà di richiedere il rimborso, con istanza in carta libera, all’ufficio tributi per le somme illegittimamente versate nel 2013».

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