Ima, non c’è accordo dal giudice

7 Aprile 2017

I dipendenti ricorrono in tribunale per essere risarciti dell’indennità tagliata

CHIETI. Niente accordo sull’Ima davanti al giudice del lavoro Ilaria Prozzo. Di indennità mensile di ateneo (Ima) si tornerà a parlare nell’udienza di merito, fissata il 25 maggio. Nonostante una sentenza a sfavore dell’ateneo D’Annunzio che l’ha condannato a restituire l’Ima a 114 dipendenti dell’ateneo che avevano firmato il ricorso, l’università ieri mattina non si è presentata con alcuna ipotesi di accordo. Dunque non c’è stata alcuna conciliazione e, con grande probabilità, si andrà incontro allo stesso giudizio della prima volta, essendo il caso assolutamente identico.

Solo che questa volta i dipendenti sono 168, tutti rappresentanti dall’avvocato Leo Brocchi. L’avvocato Brocchi ha calcolato che l’Ima da restituire ammonta a oltre un milione e mezzo di euro, più gli interessi. L’università D’Annunzio si è presentata ieri mattina in aula con il responsabile dell’Ufficio legale, l’avvocato Antonio D’Antonio che ha rifiutato la conciliazione.

L’Ima pesa sullo stipendio di un dipendente dai 300 ai 200 euro. L’indennità era stata tagliata ad agosto del 2014 per volontà del direttore generale Filippo Del Vecchio, che aveva detto di essere stato costretto a una tale decisione a causa di rilievi fatti dagli ispettori del Ministero di economia e finanza. Del problema Ima verrà presto investito anche il decano Michele Vacca. (a.i.)