Immigrati in paese? Il sindaco Cicchitti: «Basta allarmismi»

24 Giugno 2016

ATESSA. «A oggi non ci sono certezze né per arrivi, né per non arrivi, tutto dipende dai flussi migratori dei mesi a venire. Il prefetto ha invitato i partecipanti a non creare allarmisti tra la...

ATESSA. «A oggi non ci sono certezze né per arrivi, né per non arrivi, tutto dipende dai flussi migratori dei mesi a venire. Il prefetto ha invitato i partecipanti a non creare allarmisti tra la popolazione assicurando che sarà garantita da parte delle forze dell’ordine la massima sicurezza per i cittadini». Così il sindaco Nicola Cicchitti espone sull’incontro di ieri mattina tra una delegazione di rappresentanti di partiti, movimenti e comitati cittadini e il prefetto di Chieti, Antonio Corona, circa l’eventuale arrivo ad Atessa di profughi e immigrati.

«Il prefetto», continua Cicchitti, «ha detto che né lui stesso né il sindaco hanno potere decisionale in merito all’ospitalità di profughi sul proprio territorio e che in sede prefettizia è istituita un’apposita commissione che valuta i requisiti d’idoneità delle strutture sia sul piano igienico sanitario sia su quello strutturale oltre che l’idoneità dei gestori».

Sull’argomento interviene anche Carmine Fioriti, vicepresidente nazionale Coisp polizia. «L’assegnazione di gruppi di migranti in piccoli paesi, come può essere il centro storico di Atessa, è veramente una soluzione insensata che, non di rado, sconvolge e confonde la sicurezza e tranquillità delle stesse località ospitanti. Questo non perché chi arriva potrebbe essere portato a delinquere», spiega ancora Fioriti, «ma per fatti connessi alla stessa natura della permanenza di costoro sul territorio. Essi, infatti, ripetono ormai un copione consolidato: arrivano tranquilli, silenziosi e ossequiosi delle condizioni cui hanno garantito (ammesso che abbiano compreso veramente) rispetto, ma con il passar del tempo e il non arrivo del permesso, l’inquietudine comincia a manifestarsi palesemente». (m.d.n.)

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