Impiantato al Renzetti il mini pacemaker

26 Luglio 2016

Più piccolo di una moneta l’apparecchio è stato inserito in un paziente 80enne affetto da bradiaritmia

LANCIANO. Un pacemaker più piccolo di una moneta da 50 centesimi che aiuta il cuore a riprendere il giusto ritmo e che viene impiantato nel paziente senza più incisione del torace ma tramite la vena femorale. Non è un progetto futuristico ma è la realtà: il pacemaker “invisibile” si chiama Micra, è prodotto dalla Medtronic, pesa due grammi e misura poco più di due centimetri, circa dieci volte meno di quello tradizionale, sviluppando una dimensione equiparabile a quella di una moneta. E questo piccolo gioiello tecnologico è stato impiantato per la prima volta anche all’ospedale Renzetti ad un paziente 80enne affetto da bradiaritmia. Inserito attraverso la vena femorale e ancorato all’interno del ventricolo destro con quattro piccoli arpioncini, Micra è stato posizionato ed è entrato in funzione. Il paziente, dell’area frentana, non ha quindi subito tagli o l’incisione del torace ed è stato già dimesso dal reparto di cardiologia. «Si tratta di un’innovazione assoluta», spiega Luigi Leonzio, direttore dell’unità operativa di cardiologia del Renzetti e del Dipartimento cuore della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, «anticipazione della nuova tipologia di stimolatori che troveranno largo impiego in futuro. È invisibile perché non necessita di incisioni sul torace né della creazione di una tasca sottocutanea, e fa a meno anche di elettrocateteri nelle vene, eliminando il rischio di complicanze, soprattutto infettive, legate alle procedure tradizionali. Questo tipo di elettrostimolazione cardiaca rappresenta un’eccellente alternativa ai sistemi tradizionali, con benefici a medio e lungo termine, perché ha una durata che varia tra 7 e 14 anni. Non può essere ancora impiantato su tutti i pazienti, che vanno selezionati, ma a breve si arriverà ad una ampia diffusione».

Micra è stato impiantato dall’équipe composta dai medici Alfonso Valerio, Daniele Sacchetta e Giuseppe Torge e dagli infermieri Giuseppe Cocco e Katia Perspicace. Ma non è l’unica novità della Cardiologia del Renzetti. «Si sta attrezzando la sala di aritmiologia nel reparto in ristrutturazione», dice Leonzio, «ci permetterà di procedere con studi elettrofisiologici più articolati e curare le aritmie gravi. Potremo effettuare, ad esempio, l’ablazione transacatetere cardiaca, ovvero dopo lo studio del cuore se c’è un’anomalia, attraverso un catetere, viene bruciato il tessuto miocardico patogeno responsabile dell’innesco o del mantenimento dell’aritmia senza danneggiare i tessuti sani circostanti».

Teresa Di Rocco

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