Impianti di rifiuti in Val di Sangro Vertice tra 40 sindaci e Regione

8 Luglio 2018

Atessa. Fissato al 17 luglio l’incontro in Comune sulla mappa del pattume pericoloso in Abruzzo «Chiediamo la revoca dell’autorizzazione all’ex Ciaf e il no alla Di Nizio e alla discarica di Rocca» 

ATESSA. Si svolgerà il 17 luglio ad Atessa, alle 18, nella sede del Comune, l’incontro tra i quaranta sindaci del “Comitato dei sindaci Sangro Aventino Frentano per la tutela e valorizzazione dell’ambiente” e i vertici regionali. I primi cittadini chiederanno la revoca dell’autorizzazione all’ex Ciaf; ribadiranno il no alla Di Nizio e alla discarica di Rocca. Il Comitato ha inviato un lungo e dettagliato documento (firmato in rappresentanza di tutti i sindaci dai primi cittadini di Atessa, Giulio Borrelli, e Lanciano, Mario Pupillo) nel quale, partendo dal Piano regionale in materia, viene analizzata la situazione dei rifiuti in Abruzzo, in particolare per quanto riguarda quelli speciali pericolosi e quelli sanitari.
I sindaci guardano anche al futuro chiedendo alla Regione che qualsiasi altra richiesta di installare impianti a forte impatto ambientale non possa essere presa neppure in considerazione se prima non ci sarà un monitoraggio serio e completo sulla qualità dell’aria. Il piano regionale sull’ambiente è stato redatto prendendo in considerazione i dati di monitoraggio provenienti dalla rete di rilevamento della qualità dell’aria gestite dall’Arta e da campagne di monitoraggio effettuate, servendosi di mezzi mobili opportunamente attrezzati dall’Arta. Per Atessa (zona industriale) dal sistema di centraline fisse utilizzato per il monitoraggio i dati sul biossido di zolfo, benzene, idrocarburi e PM10 (particolato con diametro inferiore a 10 micron) sono “non pervenuti”. Mentre le centraline su mezzi mobili sono state installate a Saletti nel parcheggio della zona artigianale-commerciale dal 6 maggio 2006 al 3 giugno dello stesso anno. «Dati», è scritto nella relazione inviata alla regione, «non certo sufficienti per un’adeguata valutazione della situazione di uno dei centri industriali più grandi del Centro-sud Italia in cui operano diverse aziende metalmeccaniche, anche di medie e grandi dimensioni, vedi Honda e Sevel, provviste di importanti linee di verniciatura. Poi ci sono molte altre aziende di medie dimensioni e si va, ad esempio, dall’industria chimica (Valagro) a quella manifatturiera (Pelliconi). Il tessuto industriale della Val di Sangro contiene aziende potenzialmente molto impattanti per la qualità dell’aria e non solo. In questa zona, infatti, insistono 8 aziende che operano con Autorizzazione integrata ambientale e ci sono alcune tra le principali e più grandi imprese d’Abruzzo».
Un corretto e adeguato monitoraggio dell’ambiente in Val di Sangro (aria, acqua e suolo) non è più procrastinabile ed è necessario prendere in considerazione tutti i parametri possibili, compreso la “mappatura dei tumori”. «La battaglia in difesa della qualità dell'aria e dell'ambiente», afferma Borrelli, promotore del Comitato, «è centrale per uno sviluppo sostenibile della Val di Sangro».
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