Impianto Di Nizio in bilico Borrelli è certo: non si farà

13 Novembre 2018

Atessa. Verso lo stop la struttura di trattamento dei rifiuti sanitari a rischio infettivo Il sindaco: è prevista in una zona troppo vicina a case e attività commerciali

ATESSA. Dopo la rinuncia della Ecoeridania alla riapertura della Ciaf a Piazzano, e la quanto probabile bocciatura finale della richiesta Via (Valutazione impatto ambientale) della Di Nizio, il Comitato dei sindaci Sangro-Aventino-Frentano per la tutela e valorizzazione dell’ambiente non abbassa la guardia. La Di Nizio non ha presentato la documentazione integrativa (il termine era il 10 novembre) al Servizio valutazioni ambientali della Regione chiedendo la sospensione del procedimento per prendere ancora tempo. Il Servizio regionale ha risposto dicendo di aver già concesso proroghe e di non poter accordare la sospensione. Sembra avviata verso la bocciatura finale la richiesta Via per la realizzazione, a Saletti, di un impianto di trattamento di rifiuti sanitari a rischio infettivo, con adiacente deposito di rifiuti pericolosi e non, proposta dalla ditta Di Nizio. La richiesta di autorizzazione, con la documentazione finora prodotta, sarà posta all’esame del Comitato di coordinamento regionale per la valutazione di impatto ambientale in una delle prossime sedute, entro novembre. «Ciò porta a ritenere» afferma il sindaco di Atessa, Giulio Borrelli, «che la pratica, carente nei contenuti, non potrà ottenere l’autorizzazione. Le insufficienze riguardano soprattutto la localizzazione dell’impianto, posto a ridosso di consolidate aree a carattere residenziale e produttivo. Troppo vicino, insomma, alle case e alle attività industriali e commerciali».
Il comitato dei sindaci per il territorio, sodalizio che è nato su spinta del comune di Atessa, ha iniziato la sua battaglia per scongiurare l’apertura sia della ex Ciaf sia della Di Nizio. Il comitato si è battuto anche contro l’impianto di una discarica di amianto a Rocca San Giovanni. Dopo che la Ecoeridania annunciò di fare un passo indietro circa la volontà di rilevare la ex Ciaf, Borrelli disse: «Come sindaci del Comitato per la tutela e la valorizzazione dell’ambiente ringraziamo tutti coloro che si sono impegnati in questa battaglia. Grazie ai cittadini pronti a reagire a un progetto che avrebbe compromesso la realtà del nostro territorio. Le associazioni ambientaliste e culturali hanno avuto un ruolo fondamentale nell’azione di sensibilizzazione e di mobilitazione dell’opinione pubblica». Oggi Borrelli dice: «Noi non smobiliteremo fino alla chiusura definitiva di queste vicende. La Val di Sangro non può ospitare impianti pericolosi. Di questo indirizzo terremo conto nella revisione del piano regolatore comunale, che rimarcherà l’assoluta incompatibilità di questo tipo di strutture con lo sviluppo industriale e civile della nostra Valle».