Impianto di rifiuti, esame in commissione

11 Giugno 2020

Atessa. Progetto Di Nizio: gli esperti del Comune studiano le carte in vista del rilascio della Vinca

ATESSA. È già al lavoro la commissione tecnica, prevista dal Comune di Atessa, per valutare la richiesta Vinca (Valutazione di incidenza ambientale) avanzata dalla ditta Di Nizio, che vuole mettere un impianto di rifiuti sanitari, pericolosi e non, in Val di Sangro. La commissione si esprimerà entro i 60 giorni previsti dalla legge.
«Al di là di aspetti tecnici che tralascio, per il momento, sottolineo», afferma il sindaco Giulio Borrelli, «che mentre, da una parte vorrebbero privarci dell’ospedale che ci spetta per far posto a un ospedale Covid a mezzo servizio. dall’altra vorrebbero portare, qui da noi, i rifiuti ospedalieri di mezza Italia. Nessun rispetto per un territorio - dove vivono e lavorano migliaia e migliaia di persone - che si è caratterizzato per le sue industrie meccaniche, di tecnologia avanzata, e produce un terzo della ricchezza di tutta la regione. Nessuna considerazione, nessun ringraziamento per una popolazione sottoposta, negli ultimi mesi, a pesanti disagi perché privata di tutti i reparti ospedalieri e dei servizi del distretto sanitario di base per far posto a un “ricovero non ospedaliero” per pazienti Covid in via di guarigione».
La commissione comunale Vinca è composta da membri interni ed esterni - che vanno ad affiancare i due interni - professionisti in possesso, tra le altre, di laurea in scienze ambientali, scienze forestali ed ambientali, scienze geologiche o equivalenti, biologiche, tecnologie agrarie. Ad essi spetta il compito di studiare e portare le controdeduzioni allo studio di quasi cento pagine presentato da un professionista incaricato dalla Di Nizio nel quale studio si evidenziano eventuali impatti sulla flora, la fauna e gli habitat di interesse comunitario ai fini della conservazione dei Siti natura 2000 nella fattispecie Zsc “Bosco di Mozzagrogna” e aree protette vicine. Questa la conclusione dello studio: «Il progetto per le sue caratteristiche strutturali, di lavorazione, per l’ubicazione all’interno di un contesto altamente industrializzato, per il fatto che non preveda consumo di suolo o risorse naturali significative, non presenta incidenze significative su habitat, vegetazione, flora e fauna interconnesse con la tutela e la salvaguardia dei Siti natura 2000 o altre aree protette presenti sul territorio analizzato».
Riparte quindi il progetto della Di Nizio. «La Val di Sangro», conclude Borrelli, «non può avere questo trattamento. Ecco perché diciamo: “Ospedale sì, rifiuti ospedalieri, no».
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