Impianto di rifiuti, spuntano più mozioni in consiglio comunale

4 Marzo 2020

Atessa. Maggioranza e minoranza divise sul caso Di Nizio Pellegrini e Fioriti: «La giunta strumentalizza la vicenda»

ATESSA. La minoranza e la maggioranza consiliare presentano due mozioni distinte contro l’insediamento di un impianto di rifiuti sanitari e non in contrada Saletti da parte della ditta Di Nizio spa: entrambe saranno discusse nel prossimo consiglio comunale che si svolgerà il 6 marzo. Nei giorni scorsi la notizia della mozione della maggioranza, uniti per Atessa, era apparsa sul Centro.
«Come al solito», affermano Enzo Pellegrini (capogruppo di LiberAtessa) e Carmine Fioriti (capogruppo di Progetto Atessa), «hanno voluto far sembrare che solo la maggioranza aveva a cuore le sorti dell’inquinamento della Val di Sangro. La minoranza, forse ancor prima della maggioranza, ha presentato una mozione, addirittura più puntuale, tecnica e per nulla pubblicitaria, sulla Di Nizio, ponendo in anteprima la salute degli abitanti del posto con l’effettuazione di accertamenti immediati che dovrebbero essere fatti dal Comune stesso prima degli altri. Da tutto questo si evince in modo chiaro che il tutto è una strumentalizzazione politica a fini elettorali».
Sull'argomento anche il capogruppo Pd in consiglio regionale, Silvio Paolucci, ha presentato una interpellanza in consiglio regionale. «Noi», continuano Pellegrini e Fioriti, «già in occasione del consiglio comunale del 23 maggio 2018 avevamo preso posizione sulla Di Nizio e tutto il consiglio aveva preso una posizione unanime. Per cui questo ripetere la scena non è altro che un tentativo di apparire ancora non coinvolgendo per niente la minoranza nelle scelte che compiono e facendo scendere in campo anche l’ex assessore alla sanità Paolucci. Questi, non pago della pessima figura fatta dopo la sentenza della Corte Costituzionale sulla procedura Di Nizio, oggi si affianca al sindaco di Atessa Giulio Borrelli contro la Regione che, proprio per fare le cose a modo, ha richiesto alla ditta di presentare tutta la documentazione necessaria, tra cui la valutazione dell’incidenza ambientale che deve rilasciare il Comune e che potrebbe, quindi, da subito bloccare la procedura».
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