Impianto rifiuti a Saletti: verso lo stop al progetto

12 Novembre 2018

ATESSA . Ci sono novità riguardo all’impianto di trattamento di rifiuti sanitari a rischio infettivo mediante sterilizzazione a Saletti con adiacente deposito di rifiuti pericolosi e non. È scaduto...

ATESSA . Ci sono novità riguardo all’impianto di trattamento di rifiuti sanitari a rischio infettivo mediante sterilizzazione a Saletti con adiacente deposito di rifiuti pericolosi e non. È scaduto lo scorso 10 novembre il termine concesso dal Servizio valutazioni ambientali della Regione per produrre la documentazione integrativa, necessaria per colmare le lacune della richiesta. La Di Nizio, che ha presentato il progetto, non solo non ha prodotto atti aggiuntivi, ma ha chiesto la sospensione del procedimento per prendere ancora tempo. Il Servizio regionale ha risposto dicendo di aver già concesso proroghe e di non poter accordare la sospensione. Per l’impianto Di Nizio, si prospetta, dunque, una bocciatura. La richiesta di autorizzazione - con la documentazione finora prodotta - sarà quindi posta all’esame del Comitato di coordinamento regionale per la Valutazione di Impatto Ambientale (Ccr-Via) in una delle prossime sedute. Ciò porta a ritenere che la pratica, carente nei contenuti, non potrà ottenere l’autorizzazione. Le insufficienze riguardano soprattutto la localizzazione dell’impianto, posto a ridosso di consolidate aree a carattere residenziale e produttivo. Troppo vicino, insomma, alle case e alle attività industriali e commerciali. «Dopo la Ciaf, che non riaprirà i battenti, anche la Di Nizio», sottolinea il sindaco Giulio Borrelli, «dovrà rinunciare al suo progetto in Val di Sangro. La battaglia condotta dai cittadini, dai sindaci del territorio, dalle associazioni ambientaliste, sta producendo i suoi risultati. Noi non smobiliteremo fino alla chiusura definitiva di queste vicende. La Val di Sangro non può ospitare impianti pericolosi. Di questo indirizzo terremo conto nella revisione del piano regolatore comunale, che rimarcherà l’assoluta incompatibilità di questo tipo di strutture con lo sviluppo industriale e civile della nostra valle». (m.d.n.)