Impiegata condannata a risarcire... 4 euro

La singolare sentenza della Corte dei Conti nei confronti dell’agente contabile del Comune di Filetto
FILETTO. Condannata a ridare di tasca propria alla pubblica amministrazione 4 euro e 68 centesimi, più le spese di giudizio, cioè 172 euro. E’ la singolare sentenza della Corte dei conti contro l’agente contabile del Comune di Filetto, Maria Carla Puracchio. La condanna, firmata dai magistrati Luciano Calamaro, presidente, ed Elena Tomassini, giudice estensore, è stata pubblicata il 2 marzo scorso, ma la vicenda a cui si riferisce risale al 2008. Ad aprire il caso è stato il magistrato incaricato della revisione dei conti del Comune di Filetto, che ha rilevò “una serie di irregolarità e violazioni di legge che ne impedivano l'approvazione e il discarico”.
In particolare, si legge nella sentenza, “il conto era stato depositato in copia e non in originale”. Il revisore, nella relazione al rendiconto del 2008, evidenziava inoltre dati riportati in maniera erronea: “errate contabilizzazioni tra competenza e residui e tra i numeri di mastro, nonché tardivi riversamenti”. Si sottolineava, inoltre, che il registro presentava “correzioni e cancellature”. Oltre a ciò c’è stato anche il problema di un furto avvenuto presso l’Ufficio economato il 25 aprile 2008. A questo riguardo, risulta una denuncia ai carabinieri della stazione di Guardiagrele, che dava atto dell’asportazione dalla cassaforte dell’anagrafe comunale, di una pistola di piccolo calibro, nonché della somma di 94,82 euro. Insomma, la conclusione è stata che sono state trovate “numerose irregolarità del conto, sia formali (cancellature ecc.), sia sostanziali (erroneità dei dati riportati)”, che, “al di là dell'esiguità delle somme di cui si verte, non permettono il discarico del conto che è del tutto inattendibile, mancando la veridicità delle poste riportate”.
A nulla sono valse le obiezioni degli avvocati difensori, Angela Bucci e Ranieri Nobile, che hanno sottolineato che si trattava di irregolarità non rilevanti, che avevano comportato una discrepanza di pochi euro. La signora Puracchio è stata condannata a pagare ben... 4 euro più le spese di giudizio, che ammontano a 172 euro e 74 centesimi. (a.i.)

