«Impossibile che il sindaco non sapesse»

12 Settembre 2015

CHIETI. «Un anno e mezzo fa avevo lanciato l’allarme rosso. E’ assurdo che il sindaco non sapesse. Adesso la politica cittadina si mobiliti a Roma». Bruno Di Paolo, leader di Giustizia sociale,...

CHIETI. «Un anno e mezzo fa avevo lanciato l’allarme rosso. E’ assurdo che il sindaco non sapesse. Adesso la politica cittadina si mobiliti a Roma». Bruno Di Paolo, leader di Giustizia sociale, lancia strali contro il sindaco all’indomani della notizia dell’imminente soppressione delle sedi teatine degli Uffici territoriali del Governo. «Chieti è vicina al baratro. La chiusura dei principali uffici periferici dello Stato rappresenterà la morte della nostra città. E il sindaco Di Primio», attacca Di Paolo, «non sa far altro che scrivere lettere al ministro che, peraltro, è il leader del suo partito».

Il capogruppo di Giustizia sociale ricorda che nel giugno di un anno fa inviò una nota in cui già paventava ciò che puntualmente si è verificato. «Al tempo già si respirava aria di tempesta e, attraverso le mie conoscenze romane, avevo intuito i dettami di un disegno politico che avrebbe penalizzato oltremodo Chieti e il suo territorio. Ma com’è possibile», chiede Di Paolo, «che il sindaco non sapesse nulla dei piani del ministro dell’Interno, Angelino Alfano, massimo referente del suo partito, Ncd? E’ impossibile, oggi, parlare di fulmine a ciel sereno perché tutti, o quasi, sapevano». Ora la parola d’ordine di Di Paolo è mobilitarsi anche perché Chieti rischia di perdere la sede di altri uffici statali.

«Basta con le lettere e con gli slogan. La politica cittadina, sia di destra che di sinistra, si muova compatta», dice Di Paolo, «su Roma». (j.o.)