«Imu per un milione? Richiesta infondata»

Il commissario Ater Di Giuseppe replica al Comune: l’accertamento emesso va annullato
CHIETI. «Se si è trattato di un semplice errore di interpretazione della normativa nazionale, ci sarà tempo e luogo per risistemare la situazione. Se invece si vuole provare maldestramente a mettere in difficoltà l’Ater di Chieti, si sbaglia nettamente indirizzo». Replica in questo modo Camillo Di Giuseppe, commissario Ater Chieti, all’avviso di accertamento arrivato da Teateservizi che chiede all’ente di gestione delle case popolari 1.170.169 euro di Imu arretrata.
«Ater Chieti», continua Di Giuseppe, «grazie al lavoro e al sacrificio di tutta la struttura, sta uscendo da una situazione difficile e non è disposta a subire un danno di immagine senza alcun fondamento giuridico».
Secondo l’Ater la richiesta della società comunale di riscossione non ha fondamento giuridico perché c’è un decreto legislativo, il 102 del 2013, che ha assimilato all’abitazione principale gli “alloggi sociali” (come definiti dal decreto del Ministro delle infrastrutture del 22 aprile 2008), escludendoli dunque dal pagamento dell’Imu a partire dal 2014.
L’Ater si è mossa subito in autotutela interrompendo in questo modo il periodo di 60 giorni trascorsi i quali Teateservizi può dare il via alla riscossione coattiva dell’intero importo mediante ingiunzione fiscale.
Il problema sta nella definizione di “alloggi sociali”. Non tutti gli istituti di case popolari possono infatti far rientrare i propri alloggi nella categoria. Di qui una serie di contenziosi che si sono aperti in tutta Italia. Dal punto di vista dell’Ater, le case popolari gestite rientrano appieno nella definizione data dal Ministero delle infrastrutture. È già partita una richiesta di annullamento dell’avviso di accertamento che giudica la richiesta di Teateservizi «totalmente infondata». Il commissario Di Giuseppe riparte proprio dal decreto 102. Cita diversi altri articoli di leggi, sia nazionali che locali, e infine chiede «il totale annullamento in autotutela dell’accertamento emesso».
La questione adesso è in mano agli uffici. Se non si riuscirà a trovare un accordo, l’Ater non si arrenderà e porterà la questione davanti alla Commissione tributaria provinciale, l’organo deputato a decidere di queste questioni. L’azienda territoriale di edilizia residenziale pubblica di Chieti sta cercando di risollevarsi da un periodo di gravi difficoltà, finito anche all’attenzione della magistratura. È chiaro che dover sborsare un milione di euro adesso mette a rischio il difficile cammino di risanamento intrapreso.

