In 10mila sul Corso per la sfilata dei doni offerti dalle contrade

9 Settembre 2018

L’omaggio alla Madonna del Ponte riempie il centro città Allestiti quaranta carri con i mestieri e i prodotti della terra

LANCIANO. Canti sacri legati alla tradizione intonati da grandi e piccini. Fisarmoniche, tamburelli e strumenti di legno a far ballare le ragazze dagli scialli colorati, accompagnate da uomini con i cappelli di paglia. Trattori e carri pieni prelibatezze. Tanti bambini, immancabili gli animali e poi caramelle, crispelle, pane e olio offerti alla folla. Rivive il Dono alla Madonna del Ponte, che si celebra in occasione della festa della natività della Vergine e della fine dei raccolti. A colorare il nuovo tappeto di corso Trento e Trieste sono soprattutto i bambini e il pubblico. Oltre 10mila persone assiepate dai Viali fino a piazza Plebiscito: una folla che non si vedeva da tempo, in un centro cittadino chiuso alle auto ma che ha risposto bene alle norme per la sicurezza e antiterrorismo, grazie al lavoro dell’amministrazione comunale e del Comitato feste presieduto da Maurizio Trevisan.
Tutti a seguire la sfilata e la festa di fede, ricordi, tradizione e folklore. E proprio la tarantella, ballo tradizionale d’Abruzzo, ballano in abiti folcloristici i bimbi della scuola dell’infanzia Maria Vittoria, che per la prima volta partecipano al Dono. Una quarantina i carri preparati con grande cura dai contradaioli, trainati da trattori, alcuni antichi, e animali. Mucche, cavalli, caprette, galline e conigli catturano gli sguardi dei più piccoli impegnati poi ad accaparrarsi le caramelle che riempiono le conche di rame e i cestini di vimini. I cavalli creano qualche problema all’inizio della sfilata: tra rumore dei trattori, musica e gente, alcuni si imbizzarriscono e per evitare problemi vengono allontanati. Tanti i carri con scene di vita quotidiana: le massaie che impastano pane e crispelle, i vignaioli che pigiano l’uva, altri che fanno il sapone. Ci sono i carri con la “dodde” (la dote) e tutti pieni di ceste di frutta e verdura, casse di vino, bottiglie di pomodoro e dolci, lasciati poi davanti alla cattedrale dove l’arcivescovo Emidio Cipollone celebra la messa. A partire dalle 19 quelle ceste, assieme ad altri prodotti, vengono venduti all’asta in piazza. Il ricavato dei doni, comprati a prezzi simbolici e non di mercato, viene poi donato alla Madonna. «Una tradizione bella e genuina che continua», commenta il sindaco Mario Pupillo, «la presenza di tanti bambini e tantissima gente, grazie anche al fatto che è sabato, fa ben sperare».
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