In 185 dicono no al campo di basket

17 Settembre 2015

La struttura sotto le ciminiere della Turbogas. Musa: altre firme entro lunedì

ORTONA. Centottantacinque firme e la volontà, tra molti cittadini che non lo hanno ancora fatto, di sottoscrivere la petizione per dire no al campetto da basket vicino alla Turbogas di contrada Tamarete, a Ortona. È il risultato fino a questo momento delle adesioni raccolte dal consigliere di “Città Nostra”, Franco Musa, per rivedere i progetti che vogliono la costruzione dell’infrastruttura sportiva nelle immediate vicinanze della centrale di Tamarete Energia. Come da accordi con le istituzioni, infatti, la società stessa è chiamata ad opere di compensazione dopo la realizzazione dell'impianto. Quale ristoro ambientale che deve alla collettività, la ditta si impegnerà nella riqualificazione del Parco Ciavocco, progetto da 800mila euro al netto d’Iva.

In tal senso proprio ieri pomeriggio il sindaco Vincenzo D’Ottavio ha consegnato il cantiere alla società. Ma non è tutto perché, in base alla variazione di destinazione urbanistica con cui il Comune ha permesso alla Tamarete Energia di realizzare la centrale, è stata stipulata una convenzione che prevede la concessione, dalla ditta al Comune stesso, del 10% dello spazio occupato per la Turbogas. Una percentuale con cui negli anni passati da Palazzo di città avevano richiesto la costruzione di un campetto da basket.  Da qui nasce la protesta di Musa e dei cittadini ortonesi perché «il campo sorgerebbe sotto le ciminiere della centrale». La raccolta firme ha previsto tre punti in cui poter trovare gli appositi moduli e avrebbe dovuto chiudersi domenica: «Attualmente conto 185 sottoscrizioni», ha commentato Musa, «ma ricevo ancora telefonate di persone che vorrebbero contribuire con la loro adesione a questa petizione. Per questo motivo non la proporrò nella prima seduta del consiglio comunale in programma oggi, ma in quella di lunedì». Rimane, quindi, ancora qualche giorno disponibile per poter firmare il documento «prima di presentare un ordine del giorno in consiglio a cui allegare questa stessa petizione attraverso la quale cercheremo di far cambiare idea all’amministrazione su questo progetto» ha concluso Musa.

Alfredo Sitti

©RIPRODUZIONE RISERVATA