In abbandono le mura storiche riaffiorate due mesi fa

LANCIANO. Due mesi in abbandono. Le mura aragonesi, emerse il 10 settembre scorso nel giardino dell’asilo Maria Vittoria, valutate dall’archeologo Andrea Staffa, ispettore della soprintendenza dell’A...
LANCIANO. Due mesi in abbandono. Le mura aragonesi, emerse il 10 settembre scorso nel giardino dell’asilo Maria Vittoria, valutate dall’archeologo Andrea Staffa, ispettore della soprintendenza dell’Abruzzo, che ne ha evidenziato l’importanza, sono lasciate in abbandono. La città restituisce tesori ma questi vengono o coperti, come accaduto alle tombe bizantine trovate in via Dei Frentani, o lasciate scoperte senza alcun intervento, ed è il caso delle mura. Che hanno bloccato il progetto di ampliamento dell’istituto De Titta, visto che sono nel giardino dell’asilo Maria Vittoria, tra l’istituto superiore di cui la Provincia aveva previsto l’ampliamento e il Torrione aragonese.
Una scoperta annunciata da molte associazioni cittadine che si erano schierate contro il progetto della Provincia e che deve essere valutata. Entro il 15 ottobre i sondaggi nell’area dovevano essere chiusi, ma dalla scoperta delle mura nessuno ha più fatto altri scavi. L’ispettore della sovrintendenza Staffa il mese scorso aveva detto al presidente della Provincia, Mario Pupillo, che se si trattava delle mura aragonesi del XV secolo, che hanno un valore importante per la storia cittadina e che bisognava procedere ancora con lo scavo fino al Torrione aragonese per trovare il punto di raccordo. Poi si sarebbe valutato il da farsi. Ma dello scavo ulteriore non c’è traccia. In Provincia non ci sarebbe neanche la relazione che Staffa avrebbe dovuto consegnare in cui indica per iscritto il valore grande della scoperta. Che è fondamentale per il futuro dell’area, per capire cosa fare, se il progetto di ampliamento della scuola De Titta o l’abbattimento della scuola all’aperto, avversati dalle associazioni cittadine, si dovranno fare o meno.
Visti i reperti prevarrebbe l’idea di crearvi un parco archeologico. ma c’è anche l’idea della Provincia di modificare i progetti per inserire i reperti nella scuola, rendendoli visibili e allo stesso tempo al sicuro. Progetto alquanto complesso. Ma al momento non ci sono progetti, relazioni concrete. C’è solo il mucchio di terra scavato due mesi fa.
Teresa Di Rocco
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