In Abruzzo sparite 512 persone

Dal 2015 non si hanno notizie di Valerio D’Ettorre, storico fotografo teatino
CHIETI. Sono 512 gli scomparsi in Abruzzo negli ultimi 45 anni. Persone svanite nel nulla, da un momento all’altro, senza lasciare traccia. A rilevarlo è la ventiduesima relazione del Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse, il prefetto Giuliana Perrotta. Tra i casi più noti in provincia di Chieti c’è quello di Valerio D’Ettorre, storico fotografo teatino del quotidiano Il Tempo, sparito a distanza di poche settimane dalla morte dell’anziana madre con cui viveva: di lui non si hanno più notizie da quattro anni e mezzo.
Le tracce di Valerio, 59 anni, si perdono a fine settembre del 2015. La denuncia di scomparsa viene presentata in questura il 2 ottobre dai parenti, preoccupati perché l’appartamento dove vive in via Papa Giovanni XXIII ha stranamente da una settimana una finestra spalancata e nessuno risponde al citofono. I poliziotti battono palmo a palmo la zona di Chieti e quella circostante. Si attivano anche gli operatori del soccorso alpino con gli elicotteri, considerato che l’ultima volta il fotografo è stato visto da una coppia di amici all’altezza del rifugio Pomilio, a Passo Lanciano, la parte più alta della Maiella raggiungibile senza particolare attrezzatura, prima del bivacco Fusco. Nei giorni successivi al centralino della trasmissione televisiva «Chi l'ha visto?» arriva una valanga di telefonate: nessuna, però, si dimostra attendibile. La procura apre anche un fascicolo, ma dalle ricerche non emerge nessun dettaglio utile alle indagini: l’inchiesta viene chiusa nel febbraio del 2016 come «allontanamento volontario». Ma il mistero resta. Che fine ha fatto Valerio? È rimasto vittima di una disgrazia? O di un momento di sconforto? (g.let.)
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