«In Abruzzo è più facile rubare auto»

Così i pugliesi commissionavano i furti alla banda di romeni residenti in città. Nel mirino veicoli di piccola cilindrata e Ducato
LANCIANO. Auto parcheggiate in strada, all’aperto sotto casa; pochi sistemi di allarme, soprattutto satellitari, ed ecco che le aree Frentana e Chietina diventano terra di conquista da parte di bande da fuori regione. Clan dediti ai furti d’auto per poi riciclarne i pezzi. Ma la relativa “semplicità” di azione è stata bloccata dalla Procura frentana e dai carabinieri di Lanciano, che hanno arrestato gli otto componenti della banda romeno-pugliese che ha messo a segno furti d’auto, una 20ina (ma le indagini sono in corso), e in casa ,tra marzo e maggio. Sarebbero responsabili anche di tentata rapina ed estorsione.
Quattro sono in carcere: Vasile Sebastian Grigore, 18 anni, detto “Sangue”, Eduard Grigore, 24, fratelli romeni, Paolo Pelullo, 36 anni, e il padre Angelo Antonio, 63, di Foggia. Ai domiciliari ci sono Martin Adrian Marius, 31 anni, Mariana Grigore, 42, Andrei Petru Vitega, 31 anni, romeni residenti a Lanciano, e il rivenditore di auto Fernando Bibò di Budrio (Bologna). Venti sono gli indagati tra cui il terzo figlio di Mariana Grigore (madre di Sebastian ed Eduard), Alexandru Daniel Grigore che è in Romania dove piazzava la merce rubata dai fratelli.
«È più facile rubare auto qui in strada che in Puglia», ha spiegato il sostituto procuratore Rosaria Vecchi che ha coordinato le indagini, «ma sono stati fermati». Anche grazie alla collaborazione dei cittadini che hanno denunciato i furti. Spesso di auto non di grossa cilindrata: molte Fiat 500, poi Panda e Peugeot 207. Tra i mezzi rubati anche tre Ducato: uno a Chieti scalo a marzo, uno il primo aprile all’Aquila (all’interno c’era una carta prepagata per fare carburante che i ladri hanno usato per 169,40 euro) e l’ultimo che non è stato portato via grazie all’intervento dei militari di Casoli. Lanciano, Chieti, Ortona le città più colpite. Autori di molti dei furti i fratelli Sebastian, alias “Sangue” o “Seby”, ed Eduard Grigore su commissione di Paolo Pelullo, che col padre Angelo gestiva un deposito per mezzi da demolizione a Foggia. Molte le intercettazioni telefoniche fatte dai carabinieri che provano la rete di contatti tra i romeni e la famiglia pugliese, che poi smontava le auto, ripunzonava i motori e rivendeva i pezzi sia in Italia (alla rivendita di Bibò), che all’estero, in Grecia.
Ora gli arrestati saranno sottoposti agli interrogatori di garanzia. Domani tocca a Eduard Grigore, rappresentato dall’avvocato Paolo Sisti che difende anche il fratello Sebastian, recluso nel carcere minorile di Casal del Marmo per altri furti e dove sarà interrogato sempre domani, e Marius, che sarà ascoltato sabato ai domiciliari. Il legale Gerardo Brasile difende la madre dei Grigore, accusata di ricettazione.
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