In arrivo altre notti senz’acqua Il prefetto convoca il vertice

Un comitato per l’ordine e la sicurezza si occuperà dell’emergenza idrica in vista della stagione estiva Per scongiurare la crisi si spera nell’attivazione a breve dei pozzi di Bussi. Proposto l’uso di autobotti
CHIETI. Un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato dal prefetto Mario Della Cioppa per giovedì 13 giugno, discuterà il problema della carenza idrica a Chieti. Nel frattempo Enzo Ginefra, consigliere della maggioranza del sindaco Diego Ferrara e delegato comunale alla Protezione civile, propone l’impiego di autobotti per far fronte a momenti di particolare emergenza, che nei prossimi mesi la città rischia di dover fronteggiare.
LE NUOVE CHIUSURE
L’Aca, l’Azienda comprensoriale acquedottistica che gestisce il servizio idrico nell’area metropolitana tra Chieti e Pescara, ha infatti comunicato che sono previste nuove interruzioni in città nella settimana entrante. L’acqua mancherà quindi nella zona alta di Chieti, Tricalle, Filippone, Levante, Madonna del Freddo e Colle Marcone dalle 22.30 di martedì alle 6 di mercoledì mattina, e di nuovo dalle 22.30 di venerdì alle 6 di sabato mattina. Una decisione, come spiega l’azienda presieduta da Giovanna Brandelli, presa «in attesa dell’autorizzazione all’attivazione dei pozzi via della Repubblica a Bussi per integrare la portata della sorgente Giardino e dei pozzi San Rocco e a seguito dei riscontri di un generale deficit di portata associato all’aumento dei consumi che sta causando un graduale abbassamento dei livelli idrici dei serbatoi». L’azienda, nella comunicazione al Comune, chiarisce inoltre che «l’orario indicato potrà subire variazioni dovute alla manovra di chiusura e riapertura e la normale erogazione dell’acqua potrà essere ripristinata in ritardo nelle zone più elevate, essendo quest’ultime idraulicamente più sfavorite».
«RIVEDERE I RAPPORTI CON L’ACA»
Secondo Ginefra, «c’è da rivedere il rapporto con l’Aca, che deve programmare meglio le proprie attività di gestione delle reti e della erogazione idrica, allo scopo di evitare disagi alla popolazione, anche di natura sanitaria oltre alle ricadute sull’economia», afferma il consigliere del polo civico intervenendo sulle sospensioni delle erogazioni idriche. «Se ci sono stati degli errori di valutazione, devono essere ammessi per risarcire chi ha avuto un disservizio grave», sottolinea Ginefra, secondo il quale «i canoni sono elevatissimi e chi non paga viene sanzionato. Per cui, se l’azienda acquedottistica ha sbagliato, deve risarcire i cittadini e le aziende». Dai prossimi giorni potrebbero essere attivati, come annunciato dall’Aca, i pozzi di emergenza di Bussi, «ma ciò in ritardo per mancanza dell’autorizzazione della Asl per le analisi sui pozzi, che andavano fatte per tempo», lamenta l’esponente del polo civico, che parla di «un errore gravissimo che verrà evidenziato al prefetto. Si spera che l’attivazione dei pozzi di riserva, che pomperanno 100 litri al secondo in più sulle condutture, potrà risolvere questo grave problema. Ritengo che la struttura tecnica dell’Aca», conclude Ginefra, «debba agire più prontamente attraverso un costante monitoraggio sulle cisterne per vedere se si può agire con attività di erogazione dell’acqua».
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