In aula la mamma attivista citata da Terna

28 Gennaio 2016

Lunedì la prima udienza per Silvia Ferrante. Cittadini e ambientalisti faranno un presidio in tribunale

LANCIANO. È fissata a lunedì, alle 9,30 nel tribunale di Lanciano, la prima udienza a comparire per Silvia Ferrante, la mamma attivista citata 24 volte a giudizio dalla società elettrica Terna, per un risarcimento complessivo che ammonta a 16milioni di euro. Assieme agli amici più stretti, al compagno e all’avvocato Roberto Paolo D’Ettorre del foro di Chieti, ci saranno a sostenerla molti dei partecipanti alla battaglia ambientalista contro l’elettrodotto Villanova-Gissi, l’“autostrada” energetica in doppia terna, 380mila volt di potenza, che attraversa 16 comuni abruzzesi, tra cui Lanciano, Paglieta e Castel Frentano, le cui amministrazioni si sono opposte all’opera con ogni mezzo.

Sui social network già in tantissimi hanno dimostrato solidarietà a Silvia, ma lunedì ci sarà un vero e proprio presidio davanti al palazzo di giustizia frentano. «Terna», scrivono gli organizzatori del presidio (la pagina facebook “Io sto con Silvia”), «oltre a denunce penali contro i sit-in organizzati dai proprietari dei terreni interessati, cittadini e attivisti, ha citato in giudizio civile una cinquantina di persone. Silvia Ferrante è la sola ad aver avuto 24 citazioni tra i 630mila e 900mila euro l’una. L’accusa è aver impedito “con la violenza” le operazioni di immissione in possesso e aver consequenzialmente generato un fermo cantiere. I 16 milioni di euro totali sarebbero il risarcimento danni chiesto per tale fermo. Silvia», proseguono i suoi sostenitori, «è stata tra le più attive nei comitati, impegnata a cercare di far luce e chiarezza sulle criticità legate all’elettrodotto in doppia Terna Villanova-Gissi e nel supportare i proprietari dei terreni che si sono opposti agli espropri per la realizzazione dell’infrastruttura, attraverso la propria presenza come testimone a quanto avvenisse in quei momenti. Saremo presenti davanti al tribunale di Lanciano per dare sostegno a Silvia e alla sua famiglia, ma anche per difendere il diritto dei cittadini ad essere coinvolti nelle scelte di pianificazione del territorio che essi abitano, il diritto delle popolazioni ad autodeterminarsi e il diritto al dissenso». «Un po’ di apprensione e preoccupazione ci sono sempre quando si entra in un’aula di tribunale», dice Silvia, «ma spero che questo percorso serva a far luce sulle tante incongruità di quest’opera».

Daria De Laurentiis

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