In aumento le nuove povertà, ma la tossicodipendenza fa paura

16 Febbraio 2018

San Salvo. L’attività della Caritas della parrocchia di San Nicola tra migranti, anziani e disoccupati «A marzo la formazione dei volontari per aiutare le famiglie che si imbattono nei problemi di droga»

SAN SALVO. Aumentano i poveri in città. E San Salvo non volta le spalle al problema. Sono almeno 100, infatti, le persone che, ogni giorno, hanno bisogno di aiuto e si rivolgono alla Caritas della parrocchia di San Nicola, coordinata dal parroco don Beniamino Di Renzo. Migranti e rifugiati, anziani, separati, famiglie numerose o monoreddito, disoccupati e senza dimora. «Inizialmente», racconta Antonio De Luca, diacono e presidente della Caritas parrocchiale, «i volontari erano chiamati dal parroco a intervenire in situazioni di bisogno come aiuto agli anziani, sostegno scolastico a studenti con difficoltà, compagnia a persone con disabilità. Poi l’organizzazione del volontariato è diventata strutturata con la Caritas parrocchiale Gerico. Oggi esiste un Centro di ascolto», continua il diacono, «con annessa distribuzione di beni di prima necessità tra cui anche farmaci che raccogliamo grazie alla convenzione con il Banco alimentare e il Banco farmaceutico, ma grazie anche alle tante donazioni di alimenti e beni di consumo che i cittadini, liberamente, devolvono o in occasione di particolari iniziative come ad esempio la raccolta nelle scuole nel periodo natalizio o in occasione delle messe, in particolare quella dell’ultima domenica del mese dedicata al dono per i poveri».
Esiste anche uno sportello di sostegno psicologico come primo approccio all’ascolto di problematiche personali da parte di bisognosi e una scuola di italiano per stranieri che consente anche a intere famiglie, adulti e bambini, di imparare con facilità la lingua grazie a insegnanti in pensione e non che dedicano parte del loro tempo a questo importante progetto di integrazione culturale e linguistica. La referente del progetto, Angela Strippoli, sottolinea come l’integrazione parte dal comprendere e dal farsi comprendere ed evidenzia che la scuola di italiano per molti diventa anche occasione di relazione e di familiarizzazione che sicuramente è un altro pilastro della convivenza tra diverse culture. Il segretario Stefania Ciocca, aggiunge che la parrocchia organizza almeno due eventi annuali aperti alla città con finalità educative e di sensibilizzazione alla carità e all’accoglienza: “Gerico in festa”, a settembre, in ricordo di Maria Giulia Moretta che è stata l’anima del volontariato in parrocchia e la “Festa del rifugiato” a giugno.
Non manca la formazione interna. Periodicamente i volontari partecipano a formazioni della Caritas diocesana e nazionale o organizzano corsi in parrocchia come quelli che si terranno il 26 febbraio e il 5 marzo con gli interventi di alcuni esperti della Caritas di Pescara. «Il nostro prossimo traguardo? Il problema della tossicodipendenza», dicono i volontari. «Parte a marzo la formazione di alcuni volontari che, speriamo, possano essere sul territorio dei riferimenti per aiutare le famiglie che si scontrano con questa dura realtà».
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