In catene davanti alla palestra: questo blocco è un’ingiustizia

CASTEL FRENTANO. «Si protesta non solo tirando le pietre ma in modo civile e senza indietreggiare di un passo: il governo ha deciso di chiudere le palestre ma questa è un’ingiustizia». Si è...
CASTEL FRENTANO. «Si protesta non solo tirando le pietre ma in modo civile e senza indietreggiare di un passo: il governo ha deciso di chiudere le palestre ma questa è un’ingiustizia». Si è incatenato davanti alla sua palestra, la Sport e Fitness a Castel Frentano, Vincenzo Di Rado ed è un fiume in piena. Anche se non tira pietre, le sue parole lo sono. La palestra è aperta da 18 anni e Di Rado la gestisce insieme alla moglie, Michela Cupido. Sotto accusa è l’ultimo decreto del governo che chiude palestre e piscine tranne nei casi in cui servono come strumento di cura per malattie o riabilitazione. Di fatto il settore già provato, è allo stremo e molti potrebbero non avere la forza di riaprire. A livello nazionale, un milione sono gli addetti ai lavori e 20 milioni i cittadini che frequentano i centri sportivi. «Le decisioni che sono state prese», dice Di Rado, «fanno capire che il nostro settore è quello del quale, per il governo, si può fare a meno. Lo sport è benessere: aiuta corpo e mente. Io ho fatto una tesi sull’inclusione attraverso la multidisciplinarietà, ma, con questa decisione di chiudere, lo sapete quanti ragazzi che hanno dei problemi resteranno a casa o buttati nelle strade?». Di Rado, così come altri, in tema di prevenzione al Covid ha investito soldi nella palestra: «Ci hanno dato l’ultimatum di una settimana per metterci a norma, lo abbiamo fatto e come premio ci hanno bloccato nuovamente. Da marzo siamo stati fermi, poi abbiamo riaperto anche se a scartamento ridotto perché era estate; poi è iniziato il bombardamento psicologico e l’utenza si è dimezzata. Ci hanno fatto mettere a norma e ora ci hanno chiuso. La mia non è solo una necessità economica (utenze, affitti, stipendi, tasse) ma un grido di allarme: hanno bloccato le scuole di sport amatoriali, le palestre chiuse, ma non considerano quante persone vivono ciò come un disagio? Hanno pensato a dare bonus per i monopattini ma no alle attività fisiche». Di Rado non si perde d’animo. «Da ieri ho sanificato gli attrezzi per consegnarli ai nostri clienti così faremo lezioni online da casa. Per molti l’attività fisica è una questione essenziale per il benessere psico-fisico».

