In cento sulle bici dei nostri nonni e con abiti d’epoca

20 Ottobre 2014

La villa e il centro storico invasi dalla pedalata vintage Gli organizzatori: è stato un successo che vogliamo ripetere

CHIETI. "Mise" da passeggiata tra lo chic e lo snob, abito sportivo degno di gentiluomini e gentildonne di campagna, tenuta da lavoro usurata dall'uso quotidiano ma completa di ogni accessorio. Ma anche calzoncini e scarpe da emuli di Girardengo, Coppi e Gimondi, e al seguito pesante dueruote con il miracoloso cambio di velocità tra corona e pignoni, antesignana dei superleggeri e efficienti bolidi in fibra di carbonio di oggi. Così come per gli altri, tutti armati di bici in rigoroso stile con la tenuta. Il vintage si fa spettacolo per strizzare la memoria di chi già c'era nei primi settant'anni del Novecento. O descrivere in modo enciclopedico scorci di tempi andati a chi per ragioni anagrafiche non può aver mai visto cos'erano l'Italia e l'Europa quando l'auto era appannaggio di pochi privilegiati e la motorizzazione di massa era ancora di là da venire. Un po' per divertimento ma sicuramente per passione, in oltre cento con mezzo e abiti d'epoca hanno dato vita ieri al 2° Pedalainstile organizzato da Bike Inside Team Vintage di Chieti, un'incursione nel passato all'insegna di buon gusto estetico, ricercatezza e passione per una storia recente già sepolta da una postmodernità che ha stracciato perfino il mito futuristico della velocità sostituendolo con l'accelerazione virtuale della realtà con connessione persistente dei social network, come dire viaggiare rimanendo fermi. «Passione per il vintage che ridiventa moda, appunto», spiega Walter Di Meo, organizzatore insieme a Alessandra Matricardi e Danilo Aceto, «e recupero attraverso la bicicletta di tutto quell'universo che consentiva rapporti umani diretti, non mediati da alcuno strumento. E c'è, sì», prosegue Di Meo mentre sfoggia divisa e bici da calzolaio ambulante, entrambe perfette, «una nostalgia, se così possiamo definirla, per quei bei tempi andati che hanno iniziato a parlare a ciascuno di noi quando abbiamo scoperto in ripostigli, soffitte o angoli di garage vecchie bici che volevano essere resuscitate, tornare in strada». Dopo due ore di passeggiata per una esterrefatta e incuriosita Chieti, sono tornati scampanellando alla villa comunale, da dove erano partiti. «E' stato un successo», commenta alla fine Aceto, «che vogliamo ripetere proponendo la nostra carovana variopinta anche per altre città d'Abruzzo, soprattutto i piccoli borghi antichi ai piedi della montagna. Vogliamo sperimentare atmosfere sempre più suggestive».