In città raddoppia l’accoglienza di migranti e rifugiati

Il progetto dello Sprar da 90 posti aspetta l’ok del ministero Paolucci (LiA): «Ma Villa Elce non chiuderà, è una beffa»
LANCIANO. Non chiuderà il Cas (centro di accoglienza straordinaria) di Villa Elce, nonostante sul territorio comunale sarà a breve attivato uno Sprar (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) per 90 migranti, rifugiati o titolari di protezione internazionale e umanitaria. L’informazione è stata data nel corso del consiglio comunale dei giorni scorsi, a latere dell’approvazione del bilancio consuntivo 2017, su richiesta di chiarimenti da parte del consigliere di minoranza del gruppo Libertà in azione Riccardo Di Nola. «Il Cas», ha spiegato la dirigente Gabriella Calabrese, «è indipendente dalla volontà di un Comune, dipende solo dalla prefettura. Nel caso su un territorio ci sia uno Sprar non verranno assegnate ulteriori unità per quanto riguarda il centro di accoglienza straordinaria».
«I comuni che hanno uno Sprar», ha chiarito ancora il sindaco Mario Pupillo dietro insistenza del consigliere, «non avranno altri Cas, ma quello che c’è potrebbe rimanere». Questo perché se qualcuno dei 24 ospiti di Villa Elce dovesse vedersi riconosciuto lo status di rifugiato potrà accedere allo Sprar, ma in caso contrario dovrà restare dov’è. «È una beffa», tuona la capogruppo di Libertà in azione Tonia Paolucci, «l’amministrazione Pupillo aveva presentato il progetto dello Sprar come una struttura che avrebbe fatto chiudere il Cas. In questo modo non si fa che aumentare non solo i disagi dei cittadini, alle prese con queste difficili realtà, ma anche quelli degli stessi migranti». Intanto la pratica che riguarda lo Sprar di Lanciano, come spiegato in aula dal primo cittadino, è ferma al ministero dell’Interno, che gestisce la rete degli Sprar sul territorio nazionale. La gara che riguarda il progetto ammonta a 9 milioni di euro per un periodo di tre anni, rinnovabili di altri tre. «Probabilmente», ha spiegato ancora la dirigente, «ci sono problemi nel reperimento delle risorse economiche. La graduatoria per la valutazione dei progetti inviati al ministero doveva essere pubblicata ai primi di luglio, ma potrebbe essere pronta a giorni». Intanto gli uffici del Comune si stanno occupando, assieme al Consorzio Matrix, vincitore del bando di gara, di reperire gli alloggi per ospitare un numero massimo di 90 rifugiati. «Stiamo guardando su tutto il territorio comunale», ha riferito Pupillo, «per evitare che si creino ghetti e per trovare la soluzione meno impattante, sia per la comunità lancianese che per gli ospiti che dovranno avere vicino dei servizi per svolgere le varie attività. Siamo molto attenti a valutare tutte le offerte abitative per rendere questa operazione il più soft possibile e per creare integrazione, non disagio. Lanciano, grazie al progetto Sprar, si dimostra città dell’accoglienza e della solidarietà».
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