In coma per le botte Il compagno: non sono stato io

16 Gennaio 2016

CASALBORDINO. Stupito, incredulo, addolorato. Così l’avvocato Arnaldo Tascione (in foto) descrive F.D., l’agricoltore romeno di 50 anni, accusato di lesioni e maltrattamenti alla compagna. L’uomo...

CASALBORDINO. Stupito, incredulo, addolorato. Così l’avvocato Arnaldo Tascione (in foto) descrive F.D., l’agricoltore romeno di 50 anni, accusato di lesioni e maltrattamenti alla compagna. L’uomo

nega di aver picchiato la connazionale, I.H., operaia 46enne, riducendola in fin di vita, come ha riferito la donna ai carabinieri. Interrogato in carcere dal gip Caterina Salusti, ha rigettato con determinazione le accuse. F.D. ha ripetuto che I.H. la sera del 2 dicembre si fece male da sola. «La verità è quella che ho raccontato ai medici del pronto soccorso di Vasto», ha ripetuto l’uomo, «sono innocente, non sono stato io a colpirla». La sua versione contro quella della compagna. Al termine dell’interrogatorio l’avvocato Tascione si è riservato di presentare l’istanza di revoca della custodia cautelare in carcere per l’agricoltore. Il 2 dicembre scorso, I.H. arrivò al pronto soccorso in gravi condizioni. La diagnosi dei medici fu: trauma cranico, frattura dell’osso occipitale e diversi focolai emorragici. A chiedere aiuto al 118 era stato proprio il compagno. F.D. spiegò ai medici di aver trovato la compagna sul letto al ritorno dal lavoro. La donna aveva il viso insanguinato ed era priva di sensi. L’operaia venne trasferita in prognosi riservata all’ospedale dell’Aquila. Uscita dal coma ha denunciato il compagno raccontando che era stato lui a colpirla e che era accaduto molte altre volte. «Non è vero», insiste l’agricoltore. Non è escluso un drammatico confronto fra i due. (p.c.)