In comunità contro la droga: i 35 anni di Soggiorno proposta

19 Novembre 2019

L’associazione di Ortona gestisce tre strutture per tossicodipendenti e alcolisti Maxi festa al PalaMira di San Pietro per celebrare il traguardo raggiunto

ORTONA. Un compleanno speciale per una realtà fondamentale. Il Soggiorno proposta di Ortona festeggia 35 anni di attività. Era settembre del 1984 quando l’ortonese Donna Mira Cespa donò ai Salesiani il primo centro in contrada San Pietro. In quel momento ebbe inizio la storia del Soggiorno proposta che dodici mesi più tardi diventò un’associazione, costituita ufficialmente il 30 settembre 1985. Il fondatore del sodalizio onlus fu il salesiano don Luigi Giovannoni, oggi membro del consiglio direttivo in qualità di presidente onorario. Negli ultimi giorni si sono tenute diverse iniziative culminate domenica con la festa al PalaMira di San Pietro, alla quale hanno partecipato tutti i ragazzi e gli amici di questa realtà che tanto ha fatto nel tempo in ambito sociale. Il Soggiorno proposta si rivolge a persone con problemi di tossicodipendenza, alcolisti, assuntori di nuove droghe o poliassuntori, ragazzi con difficoltà psicologiche e relazionali e anche con problemi legali (in affidamento al servizio sociale). Facendo un tuffo nel passato, va ricordato che a due anni di distanza dal primo, arrivò anche la donazione del secondo centro, in contrada Morrecine. Nel maggio del 1989, poi, Enrico Cespa aggiunse il terzo in contrada Feudo. Allo stato attuale la comunità accoglie 18 ospiti provenienti anche da fuori regione, divisi tra le strutture di San Pietro e Morrecine. I posti disponibili sono complessivamente 24 e altri potrebbero essere messi a disposizione con i lavori di adeguamento allo stabile del Feudo. Il Soggiorno proposta segue i ragazzi con un programma della durata di 18 mesi. Negli ultimi 90 giorni di ogni singolo percorso, i ragazzi sono guidati in una vera e propria fase di reinserimento nelle rispettive realtà di vita, liberi dai disagi che li hanno portati a far parte della comunità. Grazie alla presenza di specifiche e competenti figure professionali, è alta la percentuale di coloro che riescono a sconfiggere le loro problematiche al termine di questa esperienza. Il personale è composto da dieci operatori a vario titolo (psicologi, sociologi, assistenti sociali, operatore socio assistenziale, operatori di comunità, educatori, oss), un referente amministrativo, un responsabile per l’agricoltura, un agronomo. Per quel che riguarda il consiglio direttivo, il presidente è don Daniele Pusti che ha in Pierluca Moro il suo vice. I consiglieri sono don Massimiliano Civinini, Daniele Del Fagio e Antonella Di Cosmo. Dal 2018 è stata inserita anche la figura di un direttore che è Antonio La Monica.
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