In consiglio è quasi rissa «Intervenga la Procura»

15 Aprile 2015

Clima teso dopo l’uscita di Marcello (Gs) e la verifica politica chiesta dai socialisti Il sindaco: mai in passato una cosa simile. Le minoranze: la maggioranza provoca

VASTO. «Un fatto del genere non era mai accaduto prima, non si era mai arrivati a un tale livello di aggressione verbale». La maggioranza stigmatizza l’episodio di cui si è reso protagonista il consigliere Davide D’Alessandro durante l’ultima assemblea civica. Una seduta iniziata con l’abbandono dell’aula in segno di protesta da parte del capogruppo consiliare di Giustizia Sociale, Luigi Marcello e con la verifica richiesta dai socialisti. E finita nel peggiore dei modi con l’intervento della polizia municipale.

L’EPISODIO. Si stava discutendo (paradossalmente) di sicurezza quando si è verificato il diverbio tra D’Alessandro e il sindaco Luciano Lapenna. I toni si sono alzati e per poco non si è sfiorato lo scontro fisico. Chi era presente in aula ha visto il consigliere avvicinarsi ai banchi della giunta e arrivare a dieci centimetri dal primo cittadino.

LE REAZIONI. «Non è mai successo che un consigliere comunale riuscisse a far interrompere l’assemblea in questo modo», ha commentato ieri il sindaco, affiancato dagli assessori Vincenzo Sputore, Marco Marra e Lina Marchesani, dal presidente dell’aula Giuseppe Forte e dai consiglieri Paola Cianci, Antonio Del Casale e Elio Baccalà. «È potuto accadere perché questo consigliere riesce ad avere spazio grazie alla compiacenza di altri colleghi di minoranza. Si tratta di un’operazione pericolosa per la democrazia. È stato impedito di continuare il consiglio con aggressioni verbali dirette non solo a me. In queste ore ho ricevuto telefonate di solidarietà da molte persone e anche da quasi tutti i rappresentanti del centrodestra vastese, tranne che da Massimo Desiati ed Etelwardo Sigismondi. Questo atteggiamento è gravissimo». Anche Forte ha rimarcato la gravità «di un fatto mai accaduto prima. Se qualcuno non si fosse messo in mezzo si sarebbe rischiato lo scontro fisico». Attestati di solidarietà a Lapenna sono arrivati dai consiglieri del centrosinistra, da Angelo Bucciarelli della segreteria del Pd e da Riccardo Alinovi, portavoce di Codici che ha condannato l’episodio. «D’Alessandro sta esagerando. Riteniamo che la magistratura debba intervenire. La violenza và sempre punita». Guido Giangiacomo, capogruppo di Forza Italia è allibito. «In oltre vent’anni di impegno politico non ho mai visto un consigliere permettersi impunemente di avvicinarsi a dieci centimetri dal sindaco in piena assemblea con fare aggressivo».

IL PUNTO DI VISTA DELLE MINORANZE. «Siamo in presenza di una maggioranza provocatrice e bugiarda», sostengono Massimo Desiati, Etelwardo Sigismondi e Andrea Bischia, «i toni si sono inaspriti quando D’Alessandro è stato ripetutamente interrotto. L’aggressione, a cui sfacciatamente la maggioranza fa riferimento, è stata perpetuata dai consiglieri del centrosinistra, sostenuti dalla regia dei rappresentanti istituzionali dell’amministrazione, i quali hanno cercato e provocato la gazzarra verbale. Ci sarebbe piaciuto avere la diretta streaming dei lavori del consiglio affinché la cittadinanza potesse seguire quel che accade, ma questo è impedito da due anni. Anche l’aula avrebbe necessità di video-sorveglianza. Per il rispetto delle istituzioni, vorremmo non assistere più al rozzo e pettegolante rimbalzo web di pensierini provocatori che artatamente alimentano il clima di rissa, nel tentativo di screditare consiglieri comunali seri e appassionati del proprio lavoro».

Anna Bontempo

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