In fila per il vaccino al PalaUda: attese fino a tre ore e proteste

Nonostante le rassicurazioni, si ripropone il problema delle code: ennesimo giorno nero allo Scalo Anziani costretti a restare sotto al sole e calca davanti ai cartelli che invitano a mantenere le distanze
CHIETI. Niente da fare. Nonostante le rassicurazioni del direttore generale della Asl Thomas Schael sul fatto che i problemi della sede vaccinale al Palauda fossero risolti, tornano code, disagi e proteste. Il palazzetto dello sport di via dei Vestini, che l’università d’Annunzio ha messo a disposizione della campagna vaccinale anti-Covid gestita dalla Asl, ha vissuto di nuovo un giorno nero.
In tanti si sono lamentati delle attese, di due o anche tre ore, e della disorganizzazione trovata. Nonostante i cartelli che invitano a mantenere la distanza di sicurezza di almeno un metro, l’utenza in attesa del vaccino, non sapendo dove sistemarsi, è stata costretta ad accalcarsi. Per ore in coda sotto al sole del primo pomeriggio non c’era solo gente di Chieti, ma anche dei paesi limitrofi, come Guardiagrele, San Giovanni Teatino e Bucchianico che pure ospitano sul proprio territorio centri vaccinali. Tutto questo mentre nella sede vaccinale di Chieti alta, al vecchio ospedale, non si notavano code o assembramenti. Al vecchio ospedale, però, ci sono solo due postazioni per la vaccinazione, mentre al PalaUda ce ne sono ben sette. Forse anche in questi numeri ben più alti c’è la ragione per cui non si riesce a migliorare l’organizzazione della sede vaccinale.
Il Comune ha offerto alla Asl la possibilità di aprire una terza sede in città e c’era stato anche un sopralluogo dei tecnici Asl, insieme al sindaco Diego Ferrara, nel centro espositivo della Camera di commercio al Foro Boario. Ma, al momento, del progetto non si è saputo più nulla.
Intanto la campagna vaccinale anti-Covid ha subito una nuova accelerazione. Sino a domenica scorsa, in provincia erano state somministrate 225.175 dosi di vaccino, il 14% in più della scorsa settimana (70% prima dose, 30% di richiamo). Il 41,6% della popolazione è stata vaccinata con la prima dose e il 18,2% con la seconda. Per quanto riguarda gli anziani, è stato vaccinato l’88% dei residenti over 80, il 92% della fascia tra i 70 e i 79 anni e il 71% di quella tra i 60 e i 69 anni. Le persone di queste classi di età vedono ridurre il tasso di incidenza del Covid proprio in ragione inversa all’età: -70% per gli over80, -60% per i 70enni, -55% per i 60enni (in particolare tra coloro che soffrono di patologie croniche). Evidente effetto dell’alto tasso vaccinale di questa popolazione fragile. In generale l’incidenza del virus continua a scendere nettamente: l’ultima settimana di maggio ha fatto registrare una riduzione dell’84% dei nuovi casi: in provincia sono stati registrati, infatti, 27 casi ogni 100.000 abitanti, corrispondenti a 15 casi al giorno.
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