In manette i ladri di pannelli fotovoltaici

27 Settembre 2017

Sette arresti, 8 ricercati: giro d’affari da mezzo milione. Casolano ai domiciliari, in carcere marocchino residente a Bomba

LANCIANO. Sette arrestati, 8 ricercati per un totale di quindici ordini di custodia cautelare. Trenta indagati, 500.000 euro il giro di affari fermato e 9 mesi di indagini. Sono i numeri dell’inchiesta “Overturned horse” (Cavallo ribaltato) che ha portato carabinieri di Lanciano guidati dal capitano Vincenzo Orlando e dal comandante del Nucleo operatico, tenente Massimo Canale, a sgominare due bande di ladri magrebini e romeni dedita ai furti di pannelli fotovoltaici e di rame, materiale agricolo e industriale e di mezzi, furgoni soprattutto, con cui compiere i furti. Per mesi, le due bande, partendo dal Foggiano, hanno fatto razzia di pannelli fotovoltaici e rame, nelle province di Chieti, Foggia e Campobasso. Pannelli che imballavano e imbarcavano su navi a Genova e Napoli per rivenderli in Marocco e Tunisia o che trasportavano, via terra, in Romania. Ogni pannello era rivenduto a 40 euro per un giro di affari da 500.000 euro. Ma, spesso, i carabinieri sono riusciti a mettere loro i bastoni tra le ruote, recuperando la merce. E, dopo 9 mesi di indagini, pedinamenti, intercettazioni e notti insonni per gli appostamenti, sono riusciti ad acciuffarli.
Sono 30 gli indagati, 15 quelli colpiti da misura cautelare del gip Massimo Canosa su richiesta del pm Mirvana Di Serio. Gli arrestati, tutti con precedenti, sono accusati di furto aggravato e continuato e ricettazione con l’aggravante del crimine transnazionale. In carcere c’è Slimahan Mahroussi, 36 anni, marocchino residente a Bomba, considerato uno dei basisti locali assieme a Piero Caporale, 34 anni, di Casoli finito ai domiciliari. Ai domiciliari anche Hicham Douieb, 37 anni, marocchino, di Stornara (Foggia); Marian Costantin Ludica, 20 anni romeno; Samuel Mircea Costache, 20 anni, marocchino; Adi Nicolae, 31 anni, romeno; Younes Nouri, 35 anni, marocchino, tutti residenti a Torremaggiore (Foggia). All’operazione hanno partecipato i comandi provinciali di Foggia, Salerno e Cremona.
«Dopo i furti di cavi di corrente di media tensione», spiega il capitano Orlando, «per 3.700 chili di rame tra Fossacesia e l’entroterra nel dicembre 2016 e il furto di 700 pannelli in un campo a Lanciano, in parte recuperati, sono partite le indagini con intercettazioni, 10 telefoni messi sotto controlli, la sistemazione di localizzatori». Molti i furti tra Lanciano, Termoli, Casoli, ma anche molta merce recuperata dai militari dell’Arma, come i 300 pannelli rubati a Roccascalegna, i mezzi presi nel deposito del Comune di Casoli recuperati prima che finissero all’estero, fino al colpo del 1° maggio a Termoli. «Qui», dice il tenente Canale, «dopo aver rubato 300 pannelli e caricati su un furgone rubato, la banda, braccata, ha cercato di fuggire. Ma il furgone, chiamato in codice dai malviventi “cavallo”, a causa della repentina manovra, si è ribaltato. Da qui il nome dell’operazione che ci ha portato a fino alla provincia di Foggia, dove la banda aveva il suo “covo”. Qui i capi, ricercati, organizzavano spedizioni nel Chietino aiutati dai basisti Mahroussi e Caporale. Il gruppo faceva il colpo e tornava in Puglia. Tra mille accortezze: parole in codice durante le telefonate, staffette davanti ai furgoni caricati nella parte anteriore e coperti da mobili vecchi nella parte posteriore per sfuggire ad eventuali controlli».
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