In mille all’addio ad Aurora «Ora è l’angelo di tutti noi»

15 Giugno 2017

Palombaro, confetti e palloncini bianchi per la 22enne morta dopo lo schianto In paese arrivano amici da tutto il comprensorio e i dipendenti del calzaturificio

PALOMBARO. L’hanno aspettata fuori dalla chiesa come si farebbe con una sposa, con i confetti e i palloncini bianchi. «Aurora adesso è l’angelo di tutti», dice don Domenico Campitelli. E un angelo Aurora Belardo lo era davvero, anche su questa terra. Bella, solare, divertente ma anche intraprendente, nel fiore dei suoi 22 anni. Un destino tragico l’ha strappata alla vita che amava tanto, come amava la natura, la sua famiglia, i due nipotini, il lavoro, le uscite con gli amici. Sono arrivati in tantissimi, anche da fuori Palombaro. Da Lanciano si sono incontrati alla Pietrosa per partire insieme e andare a dare l’ultimo saluto alla loro amica, che si è dovuta arrendere, martedì mattina, alle gravi ferite riportate nello schianto di sabato notte sulla Fondovalle Sangro. Quando un colpo di sonno ha portato l’auto guidata da un altro giovanissimo a piombare addosso alla Smart con a bordo Aurora e un’amica (ricoverata tutt’ora a Pescara). Nel santuario della Madonna dell’Assunta arriva un migliaio di persone. L’amministrazione comunale ha dovuto disporre la chiusura delle strade e allertare la Protezione civile. Nella zona della chiesa sono stati allestiti gazebo e distribuite bottigliette d’acqua fresca per sopperire al gran caldo. I negozi e le attività sono rimasti chiusi durante le esequie per il lutto cittadino.
Aurora arriva nella bara bianca, ricoperta di rose e gigli candidi. «Tutto ha un senso rispetto al grande disegno di Dio», dice don Domenico ai genitori Adriano e Gabriella e alla sorella Samanta, «Aurora sarà l’angelo di tutti». In chiesa prendono la parola Giuseppe Natale, manager di Nero Giardini, marchio prodotto nel calzaturificio La Rinascita, dove lavorano i genitori e dove Aurora stava iniziando ad assumere ruoli di responsabilità. Tutti i dipendenti si stringono ai colleghi che hanno perso la giovane figlia. Poi Nicolas, un amico della ragazza, riesce a strappare un sorriso in questo mare di lacrime e dolore, raccontando tutte «le cavolate fatte insieme» all’amica che ora non c’è più. Prende la parola anche il sindaco Consuelo Di Martino a nome di tutta la comunità palombarese, distrutta dal lutto: «Sarà difficile colmare il vuoto che Aurora lascia. Sempre cortese, socievole, piena di vita e attiva nella comunità». All’uscita del feretro i bambini lanciano i confetti, volano i palloncini bianchi e Vasco intona “Gli angeli”, canzone amatissima da Aurora. Gli amici decidono di portare il feretro a spalla fino al cimitero, che dista più di un chilometro dalla chiesa. I ragazzi si danno il cambio, le ragazze portano i fiori. Aurora ora li guarda da lassù.
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