In mostra armi e divise del Regio Esercito

A Roccascalegna fucili, bombe e uniformi degli anni ’40 grazie alla passione di un giovane collezionista
ROCCASCALEGNA. Sarà aperta a Roccascalegna fino al prossimo 24 agosto la mostra “Sabbia fango e neve” dedicata alla storia, armi e uniformi utilizzate dal Regio Esercito Italiano dal 1935 al 1945. La mostra è visitabile dalle 9.30 alle 20. Entrando nei locali dell’ex casa canonica (via San Pietro, proprio sotto il castello medievale) che ospitano la mostra, si intraprende un viaggio nella storia: uniformi dalla campagna d’Etiopia (1935) alla Repubblica di Salò e alla Brigata Maiella; armi (fucili, mitragliatrici, pugnali, mortai, bombe a mano); oggettistica varia (pale, ferro filato per reticolati, zaini, brande, giornali d’epoca, foto, gavette). Sembra di sentirli quegli uomini che indossavano le divise, vedere lo sgomento negli occhi, la voglia di tornare a casa; quasi si ode il frastuono di quelle armi che sì spararono ma che ora fanno mostra di sé.
A organizzare la mostra è il giovane Nico Di Loreto, di Roccascalegna, che quelle di divise, armi e oggetti è anche collezionista. «La passione», dice, «l’ho avuta sin da bambino quando passavo molto tempo a sentire i racconti degli anziani. Poi ho iniziato a frequentare i mercatini, ad approfondire gli argomenti, a prendere contatti su internet». Nico, operaio in Val di Sangro, ha avuto due collaboratori per mettere su la mostra, Giuseppe Dellisanti, di Bari, e Lorenzo Dalla Sega di Belluno.
Di Loreto nella sua collezione ha anche altre divise: americane, anglo-canadesi, russe, tedesche, giapponesi. «Ho iniziato a collezionare a 14 anni con parte dei soldi della prima paga da cameriere, alcuni pezzi li ho recuperati dal bisnonno, altri mi sono stati regalati e tanti acquistati». Per quanto riguarda le armi precisa: «Sono tutte disattivate con relativi certificati e quindi legalmente detenute e utilizzate per collezionismo».
È questa un’altra iniziativa che si svolge a Roccascalegna e il sindaco Domenico Giangiordano ne è soddisfatto: «Allarghiamo l’offerta turistica per chi viene a visitare il nostro paese che ha nel castello medioevale il polo attrattivo. Questi giovani vanno lodati, e aiutati, per il loro impegno, ricerca e approfondimento della materia. Ben vengano altre iniziative e proposte». «Molti visitatori», conclude il giovane Di Loreto, «hanno chiesto di rendere itinerante la mostra e sarebbe bello poterne organizzare altre e magari anche con la collaborazione delle scuole».

