In ottomila chiedono l’emodinamica al San Pio

2 Marzo 2016

Cittadini sul piede di guerra per la mancata attivazione del servizio in ospedale «Spostate la sala di Chieti a Vasto, altrimenti ci rivolgiamo alla magistratura»

VASTO. Sono più di ottomila i cittadini che, citando l’articolo 3 della Costituzione, invocano il diritto alla salute e alla sala di emodinamica che, promessa tante volte, ora viene negata. Un esercito di potenziali utenti che sentendosi snobbato ha deciso di disertare le urne alle prossime amministrative. «Niente emodinamica, niente voto», è il motto. Il pensiero del dottor Ugo Aloè, fondatore del gruppo nato su Facebook solo pochi giorni fa, è condiviso da politici di destra e di sinistra e da migliaia di iscritti. L’umore e il pensiero dei cittadisi è raccontato nell’intervento provocatorio di un sostenitore. «C’è una sala di emodinamica a Pescara ed una a Chieti. I due ospedali distano circa 15 chilometri l’uno dall’altro», scrive Nicola Travaglini, «per una questione di equità e diritto tra i cittadini chiediamo che la sala di emodinamica di Chieti venga spostata a Vasto, vista la vicinanza del capoluogo teatino con Pescara. Questa soluzione permetterebbe di dare un servizio importantissimo ad un’area che conta circa 100mila abitanti fra i vari Comuni della costa e dell’interno. Se i politici non intendono permettere ciò, noi cittadini potremmo rivolgerci alla magistratura perché, come hanno diritto chietini e pescaresi, anche noi cittadini del vastese abbiamo questo diritto sacrosanto. E se non dovesse bastare dobbiamo farci sentire con manifestazioni anche clamorose per ottenere ciò che è un nostro diritto. Contro il popolo non c’è politico o magistrato che tenga».

Tanti i politici che hanno letto e seguono la crescita del gruppo. Fra loro c’è anche Giuseppe Forte, presidente del consiglio comunale di Vasto. Il consigliere di opposizione, Davide D’Alessandro, ricorda che nel 2010 l’allora ministro Remo Gaspari, dichiarò testualmente: «Non fatevi prendere in giro. Non avrete mai l’emodinamica a Vasto». I fatti, a distanza di anni, sembrano dargli ragione. «Non è così. Sto facendo e farò di tutto per dare al San Pio l’emodinamica. Vasto e il Vastese non possono essere condannati a trasferte lunghe e piene di disagio per chi è malato. Basta concentrare tutto nell’area Chieti-Pescara. Per un cardiopatico anche pochi minuti sono di vitale importanza. Porterò il governatore Luciano D’Alfonso al San Pio se necessario», afferma il consigliere regionale Mario Olivieri. I sindaci del Vastese sono pronti ad incontrare il governatore. Qualche primario del San Pio si sente preso in giro. Un mese fa durante una visita in ospedale, l’assessore alla sanità, Silvio Paolucci, aveva usato toni rassicuranti. Sono diversi i medici che si sono iscritti al gruppo di Aloè. Nei prossimi giorni, alla luce delle notizie che arriveranno da Pescara, ottomila cittadini (ma il numero sembra destinato a crescere) deciderà se andare o meno alle urne e chiedere aiuto alla magistratura.

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