In piazza arriva il cantante vicino ai boss Vertice in prefettura: lo spettacolo si fa

Daniele De Martino, conosciuto per i testi contro i collaboratori di giustizia, invitato per lunedì sera alla festa di San Rocco In passato sono stati vietati gli eventi a Latina, Catanzaro e Palermo, ma nelle ultime settimane è salito più volte sul palco
CHIETI. Diventa un caso il concerto a Sambuceto di Daniele De Martino, al secolo Agostino Galluzzo, il neomelodico finito più volte nella bufera per i selfie insieme ai boss mafiosi, le visite a casa di un padrino palermitano e le canzoni contro i pentiti, in particolare un collaboratore di giustizia, da lui definito «infame». Ieri mattina, la prefettura di Chieti ha convocato una riunione con i vertici delle forze dell’ordine e i rappresentanti del Comune di San Giovanni Teatino dopo i manifesti anonimi apparsi sulle strade del paese (nella foto a destra) contro l’esibizione in programma lunedì sera, nella piazza di Sambuceto, in occasione dei festeggiamenti in onore di San Rocco. Lo spettacolo rientra nel cartellone organizzato, con tanto di patrocinio del Comune, dal comitato per le feste patronali. Al termine dell’incontro, il vice prefetto vicario Valentina Italiani ha spiegato che non sono emersi problemi di ordine pubblico tali da vietare l’appuntamento. Il concerto, dunque, si farà, a patto che il sindaco Giorgio Di Clemente conceda l’autorizzazione prevista dal Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Lo stesso primo cittadino ha confermato la volontà di firmare il provvedimento che consentirà l’esibizione. Il servizio di ordine pubblico sarà potenziato.
L’INCONTRO
Al vertice, che si è tenuto negli uffici del palazzo del governo di corso Marrucino, ha partecipato anche monsignor Massimo D’Angelo, parroco della chiesa di San Rocco (vedi l’intervista a lato). Il sacerdote ha assicurato di aver preso contatti con l’artista, il quale ha comunicato agli organizzatori la scaletta delle canzoni, nelle quali – sempre stando a quanto dichiarato dal prete – non compaiono quei testi che hanno spinto il questore di Palermo, nel giugno 2021, a notificare a De Martino un avviso orale, ovvero una misura di prevenzione con la quale lo ha invitato a tenere «una condotta conforme alla legge». Il capo della polizia di Stato di Palermo ha contestato al neomelodico «la vicinanza ad ambienti malavitosi, non disdegnando di incontrare pregiudicati e pubblicando sui profili social, seguiti da numerosi utenti e in grado di influenzare le coscienze di molti giovani, messaggi contrari all’etica morale della società e di contestazione all’operato di esponenti del mondo civile e della lotta alla mafia».
I PRECEDENTI
Nelle ultime settimane, De Martino si è esibito anche in altre piazze italiane, in particolare a Vallata (Avellino) e Reggio Calabria. Nei mesi scorsi, invece, i concerti del neomelodico erano stati vietati dai questori di Latina, Palermo e Catanzaro e dal commissario prefettizio di Artena (Roma).
LE CANZONI CONTESTATE
De Martino, classe 1995, è finito al centro delle polemiche per una canzone che esaltava il rapinatore più famoso di Palermo (U spara spara) e un’altra che suonava come una minaccia a un collaboratore di giustizia («Tu ci hai tradito, non vali niente, pure tra cento anni ti posso trovare») e si chiudeva con una dedica ai mafiosi: «Con amore e dignità voi restate là perché il carcere lo sapete fa’». Senza considerare i selfie con padrini del calibro di Francolino e Nino Spadaro e gli incontri documentati dalla procura a casa del boss Jari Ingarao.
IL MATRIMONIO
Non è finita qui, perché – nel settembre 2021 – De Martino ha fatto uno show a Palmi (Reggio Calabria) al matrimonio della figlia di un narcotrafficante vicino alla ’ndrangheta che sta scontando una pesante condanna in carcere. (g.let.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

