In piazza studenti, agricoltori e impiegati

Venerdì di proteste: corteo di 1.600 ragazzi dell’Itis, Coldiretti manifesta contro i cinghiali, la Provincia taglia i dipendenti
CHIETI. É il giorno della protesta a Chieti. Manifestano in corso Marrucino, contemporaneamente, studenti, agricoltori e dipendenti pubblici. La concomitanza con il mercato manda in tilt il centro cittadino. Mattinata difficile ieri sul colle con i 1.600 studenti dell’Itis che hanno deciso di non entrare a scuola perché il preside, Edoardo Palazzo, non ha autorizzato la quarta giornata di autogestione, gli agricoltori di Coldiretti che hanno portato le loro bandiere gialle sotto la Prefettura per lamentare i danni fatti dai cinghiali e i dipendenti della Provincia a rischio licenziamento in assemblea. Il culmine si è avuto intorno alle 10, quando cinque agenti di polizia hanno prima strattonato e poi preso di peso uno studente dell’Itis, appena diciottenne, per portarlo in Questura. Pare che abbia risposto in maniera non dovuta agli agenti. La ragazza, preoccupata, si è subito presentata per sincerarsi su cosa stesse accadendo, col risultato che anche lei è stata spinta a forza in Questura. Lei, però, è stata rimandata subito fuori. Gli stessi agenti, comunque, pare abbiano voluto far finire in maniera positiva lo spiacevole episodio con uno di loro che poi è uscito insieme al giovane, visibilmente scosso, accompagnandolo al Caffè Vittoria. Lo studente, che non ha voluto rilasciare dichiarazioni, si è poi riunito agli amici ed è andato a casa. «Siamo consapevoli che la manifestazione di oggi non era autorizzata», ha detto il rappresentante d’istituto, Roberto Paolucci, «ma solo così facendo siamo riusciti ad ottenere qualcosa». «Abbiamo parlato, infatti, con il segretario della Provincia, Angelo Radoccia», aggiunge Daniele Stella, altro rappresentante, «che ci ha assicurato che lunedì verrà un tecnico a scuola per visionare tutti i problemi». «Lunedì la scuola è chiusa per le vacanze, ma noi rappresentanti andremo comunque. A testimonianza che la protesta è stata fatta non per allungare le vacanze », conclude l’altra rappresentante, Claudia Di Giulio. A portare in piazza gli agricoltori, soprattutto quelli delle zone interne della provincia, sono invece i cinghiali, la cui presenza, sempre più numerosa, danneggia le coltivazioni e provoca incidenti stradali. Una delegazione di Coldiretti, con il presidente Sandro Polidoro e il direttore Giordano Nasini, ha rappresentato il problema al prefetto Fulvio Rocco de Marinis, che ha promesso il proprio massimo impegno. «Io ormai ho paura anche ad aggirarmi intorno a casa nelle ore notturne», dice Antonio Tano di Atessa. «Sono sempre di più e, se hanno anche i cuccioli, sono molto aggressivi», aggiunge Peppino Tumini, anche lui di Atessa. «I cinghiali sono diventati il maggiore problema dell’agricoltura locale», spiega Antonio Bucciarelli, imprenditore agricolo di Guardiagrele, «possiamo soffrire per questa o quella calamità naturale, ma i cinghiali ci sono sempre». Infine c’è stata la protesta dei dipendenti della Provincia, il cui stemma ufficiale è proprio il cinghiale. L’assemblea voluta da Cgil, Cisl e Uil ha proclamato lo stato d’agitazione. Martedì due pullman partiranno da Chieti per manifestare all’Aquila, insieme ai dipendenti delle altre Province, contro una Regione sinora latitante sul problema. All’assemblea, coordinata da Vincenzo Traniello per la Cisl e Gabriele Martelli e Paola Puglielli per la Cgil, c’era anche il neo consigliere provinciale Tommaso Coletti che ha confermato il taglio del 50% dei trasferimenti statali dal 2015.
Arianna Iannotti

