In quarantena il personale di Ortopedia

Il reparto resta chiuso dopo il decesso di due pazienti in attesa dei risultati dei tamponi fatti a medici e infermieri 8 giorni fa
LANCIANO. Personale sanitario in quarantena in attesa dei risultati ufficiali dei tamponi fatti 8 giorni fa, reparto che resta chiuso e pazienti che arrivano al pronto soccorso del Renzetti con fratture, distorsioni e problemi legati alle articolazioni mandati a Chieti e a Vasto, se gravi. È la situazione del reparto di Ortopedia dell’ospedale che attende di riaprire i battenti dopo la sanificazione dei locali. Ma arrivano anche notizie positive: tante donazioni per il presidio, una anche dal Comune che ha acquistato un ventilatore polmonare. Intanto per evitare contagi, che si sono registrati anche ieri, alcuni Comuni hanno emanato ordinanze più restrittive, che tra le altre cose vietano le attività sportive e motorie all’aperto.
IL CASO ORTOPEDIA. Nove pazienti contagiati, di cui due deceduti dopo il ricovero a Chieti, - Mariantonia De Quinque, 92anni, di Casoli, e Canzianella (Nella) Cimini, 85 anni di Paglieta (che è stata sepolta ieri nel cimitero comunale) - medici e infermieri in quarantena alcuni con il responso del tampone, altri in attesa da ben 8 giorni. Il reparto chiuso per bonifica da martedì pomeriggio. Pazienti dirottati a Chieti e a Vasto. È questa la situazione dell’Ortopedia dell’ospedale Renzetti guidata da Enrico Marvi che attende di capire come e quando potrà riaprire l’unità dopo i 9 casi di contagio da coronavirus registrati tra i pazienti, tra i 66 e i 92 anni, e soprattutto tra il personale del reparto. Non ci sono ancora i risultati di tutti i tamponi e molti, in attesa, asintomatici, hanno continuato a lavorare. «Ci impone il decreto di continuare a lavorare», dice un medico ora in quarantena, «anche se asintomatici e siamo rimasti anche per i pazienti». Una volta scoperta la positività, però, il personale è in isolamento attivo a casa, in attesa che la quarantena possa finire. Intanto ad oggi chi arriva in pronto soccorso con problemi ortopedici viene visitato, medicato ma poi invitato ad andare a Chieti e Vasto se il problema è molto serio. «Ho una bruttissima distorsione alla caviglia sinistra che mi sono procurata cadendo in casa», racconta una donna di Lanciano, «sono andata col batticuore al pronto soccorso vista la situazione, sono stata rassicurata, visitata, medicata, poi però i medici mi hanno detto che se la situazione non migliora nei prossimi giorni, devo andare negli ospedali di Chieti o Vasto perché qui il reparto è ancora chiuso».
L’AZIENDA SANITARIA. Sulla riapertura l’azienda, che precisa che la sanificazione è stata avvitata e che continua anche in altre unità, non si sbilancia. «No non abbiamo date», dicono dalla Asl, «perché ad oggi il laboratorio di Pescara non ha comunicato formalmente al primario il personale positivo.
IL COMUNE. Martedì 24 all’ospedale arriverà un ventilatore tipo “Monnal T60” donato dal Comune su proposta del sindaco Mario Pupillo quale segno di concreta vicinanza agli operatori sanitari. Il ventilatore - costato 12.819 euro - è concepito per gli interventi mobili in ogni contesto e per ogni necessità di cura intensiva. Inoltre la giunta ha istituito un capitolo di bilancio di 18.000 euro per l’approvvigionamento di mascherine tipo Ffp2 per il personale, a partire dalla polizia municipale che sta effettuando servizi straordinari di vigilanza del rispetto delle norme del decreto #iorestoacasa. E per far capire di restare a casa viene diffuso un audiomessaggio del sindaco. Mentre Lanciano valuta se fare ordinanze più restrittive, i sindaci di Atessa, Rocca San Giovanni, Casoli e Altino, le hanno firmate: vietano le attività motorie e sportive all’aperto, la circolazione a piedi e su velocipedi, permettono il passeggio del cane entro 500 metri dall’abitazione.
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