In quattrocento a piedi dallo Scalo al Volto Santo

Da Chieti a Manoppello per venerare l’immagine di Gesù impressa sulla tela Tredici chilometri a passo di marcia sulla Tiburtina tra canti e preghiere
CHIETI. Sono partiti puntuali alle 15 di ieri da piazzale Marconi, allo Scalo, per ripetere per 25esima volta il tragitto che li porta al Volto Santo di Manoppello. Un cammino di preghiera, di penitenza ed incentrato all'accrescimento della spiritualità, un vero e proprio pellegrinaggio al quale i devoti teatini del Volto Santo sono molto legati. Sei ore di lento passo fra canti, recitazione del Rosario e varie preghiere con ben esposto in testa alla processione l'immagine del Volto Santo.
Il gruppo è cresciuto di numero strada facendo: nugoli di devoti erano in attesa nei punti strategici della Tiburtina dalla periferia dello scalo, a Brecciarola, al bivio di Casalincontrada, al nucleo abitato della stessa Manoppello Scalo, tanto che al Santuario sono arrivati circa quattrocento pellegrini. Molti anziani che non hanno potuto affrontare a piedi la distanza di oltre 13 chilometri, sono arrivati in auto e molti giovani in moto. Tanto è in loro, il richiamo del Volto Santo, una testimonianza tangibile della Resurrezione di Cristo, un Velo tessuto di bisso marino che copriva il Volto del Signore dentro il sepolcro e rimasto impresso all'atto della Resurrezione. Una Icona che è stato dimostrato coincidere perfettamente con l'immagine rimasta sul lenzuolo della Sacra Sindone e che ha ispirato nei secoli gli maggiori artisti di arte religiosa di tutta la cristianità che si sono cimentati a rappresentare il Volto di Cristo. Il nutrito corteo, illuminando il percorso con candele e torce, è giunto al Santuario verso le 21. Qui sono stati accolti dal rettore della basilica padre Carmine Cucinelli e hanno assistito ad una messa celebrata da sacerdoti della Curia teatina. (w.te.)

